Everything is Connected: salvare l’ambiente insieme per fare la rivoluzione

Emozionario Ambientale uno dei progetti di Everything is Connected

Trenta parole chiave per il progetto dell’Emozionario Ambientale, progetto attivo nelle scuole che ha lo scopo di modificare la narrazione dei cambiamenti climatici, passando dalla paura alla speranza attraverso l’azione collettiva, dimostrando che una serie di atti concreti possono portare dei risultati reali e positivi, ispirando le persone a prendervi parte. Parla ad Ambient&Ambienti la sua creatrice, Maria Teresa Salvati

 

“La speranza viene dalla conoscenza”. Con questa frase Maria Teresa Salvati, esperta di comunicazione e visiting professor alla University of Arts London, sintetizza la lotta che sta portando avanti, attraverso il progetto Everything is Connected, nato nel 2022, di cui è fondatrice e direttrice. “Tutto è connesso”, un’idea che nasce dalla consapevolezza di non poter ignorare come ogni nostra singola azione, in un modo o nell’altro, abbia ricadute su chi ci circonda. Anche se parliamo di persone a moltissimi chilometri di distanza. Ecco che l’inquinamento sconsiderato o il consumismo sfrenato finiscono per contribuire, per esempio, al riscaldamento globale e all’insicurezza alimentare che non risparmiano molti paesi del mondo.

Maria Teresa Salvati

Un problema che ci riguarda tutti, indistintamente, e per il quale Everything is Connected vuole essere la chiave di volta, o almeno una delle chiavi, per alimentare l’interesse e la partecipazione delle persone. Il cambiamento climatico, l’acidificazione delle acque, centinaia di migliaia di persone costrette a migrare poiché ci sono zone del mondo completamente  invivibili, sono tutte problematiche che ci riguardano. Una sfida che non abbiamo il lusso di poter declinare.

Dove non arrivano i dati, arriva l’arte

Nata a Santeramo, Maria Teresa Salvati ha vissuto per 10 anni a Londra e 7 anni a Milano, per poi tornare, ormai da dieci anni, in Puglia, a Bari. Ed è proprio qui, in una libreria del centro adibita a bar, con le mani gelate da una biciclettata in una fredda sera invernale, che spiega, mentre sorseggia una tisana calda, su cosa si fonda il suo progetto. “I dati – dice- sono a disposizione di tutti, ma per alcuni inaccessibili. Non sono completi per raccontare la connessione delle cose”. La scienza ci aiuta ad individuare i problemi, ma quanto poi ci sentiamo parte di questi? E quanto riusciamo realmente a comprenderli? Partendo da questo, per fare come dice “la rivoluzione“, bisogna cambiare il punto di vista da cui si guardano le cose. Individuare, quindi, nuovi modelli che permettano una società nuova, orientata ad una prospettiva sostenibile.

In quanti modi possiamo comunicare le tematiche ambientali?

Ma come fare? “Non c’è in questo momento di grande complessità globale – continua Maria Teresa Salvati – un’altra disciplina che da sola possa avviare questo processo di cambiamento. C’è la scienza, fondamentale, ci sono le istituzioni, fondamentali, ma c’è anche l’architettura, la sociologia, la comunicazione, l’arte“. Da qui nasce il termine “artivismo“, che pur ammettendo non essere una sua invenzione, risulta essere il cuore del suo lavoro. Quello che Everything is Connected fa è mettere “insieme persone con ruoli diversi” e competenze diverse in modo, dice, “circolare”. Ecco che l’arte esprime, continua Salvati, “la capacità di avvicinare pubblici diversi e con sensibilità diverse. Si vuole inspirare le persone di avvicinarsi ai problemi”. La conoscenza che induce la speranza. “Se tutti insieme facciamo delle cose, tutti possiamo cambiare il mondo”.

Emozionario Ambientale, voilà la révolution

Ma cosa si fa in Everything is Connected? “Lavoriamo molto con le scuole, spazio pubblico, progetti di codesign e processi digitali che coinvolgano tante persone. Con le scuole, a Bari – spiega la direttrice -, abbiamo lanciato un progetto che si chiama Emozionario Ambientale, finanziato dalla Regione Puglia, in collaborazione con Uniba. Lo scopo è quello di modificare la narrazione dei cambiamenti climatici, passando dalla paura alla speranza attraverso l’azione collettiva”, dimostrando che una serie di atti concreti possono portare dei risultati reali e positivi, ispirando le persone a prendervi parte.

Nell’Emozionario Ambientale sono state stilate 30 parole chiave che vorrebbe, confessa Maria Teresa Salvati, diventassero dei laboratori tematici in cui le persone imparano che un mondo diverso e sostenibile sia possibile. “Una società senza sogno è una società pericolosa”, afferma Salvati che continua: “Molto spesso i giovani li vediamo persi perché hanno perso la voglia e la capacità di sognare. In questo mio progetto, Everything is Connettected, spingo i giovani che lavorano con noi a sognare”.

Nuovi Eroi per misurare quanto si contribuisce a preservare la qualità dell’aria

Un altro dei progetti lanciati è “Nuovi Eroi”, una campagna di comunicazione pubblica sulla mobilità sostenibile, avviato insieme all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Tutto si basa sull’Eroitometro, un modello scientifico che misura quanto, in un anno, si è contribuito a ridurre la produzione di CO2 e altri inquinanti, migliorando la qualità dell’aria, attraverso l’uso di bicilette, monopattini o andando a piedi.

Ma i progetti sono molti, e tutti volti a cambiare il paradigma della comunicazione ambientale, da campagne di public engagement, a realizzazione di modelli scientifici, sempre accompagnati da contenuti artistici, per cercare di avviare la formazione di una coscienza collettiva e contribuire a fare, come Maria Teresa Salvati ci tiene a ribadire, la “rivoluzione”.

La fucina pugliese

Si sente molto vicina al Pensiero Meridiano, di Franco Cassano, Maria Teresa Salvati che parla di Bari come una città che ha tutte le carte in regola per diventare un laboratorio. Una città nella quale, grazie alle sue dimensioni, si può comunicare più facilmente con le istituzioni e che si inserisce in un contesto, quello pugliese, che nel Mezzogiorno la direttrice di Everything is Connected considera un’eccellenza. La strada è ancora lunga e faticosa, ma mentre si ragiona su questo ha già inforcato la bicicletta ed è uscita dal bar.

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