Energia e architettura al servizio del territorio

Lo studio Pierattelli Architetture realizzerà la stazione elettrica Terna a Suvereto nel rispetto del paesaggio e del territorio

Il concorso per la progettazione della nuova Stazione Elettrica di Conversione di Suvereto promosso da Terna è stato vinto dallo studio Pierattelli Architetture. Il progetto rientra nell’ambito del più ampio progetto di ammodernamento del SA.Co.I.3 – l’attuale collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e penisola italiana – che Terna sta conducendo.

Una importante infrastruttura in grado di favorire la riduzione delle perdite di rete e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili, consentendo al nostro Paese di contribuire al completamento del mercato elettrico europeo, rafforzando il ruolo di hub naturale dell’energia nell’area del Mediterraneo.

Il progetto architettonico

La stazione di conversione a Suvereto è stata pensata dallo studio fiorentino Pierattelli Architetture per integrarsi armoniosamente nel paesaggio circostante e con i suoi colori. La natura della Toscana, i suoi campi coltivati, la vegetazione tipica della zona, hanno ispirato la nuova architettura: un edificio industriale cangiante e dinamico in continuo dialogo con il paesaggio.

Pierattelli Architetture ha definito un progetto evocativo, coerente con il paesaggio, rivestendo l’architettura di un nuovo senso. Gli edifici sono definiti da facciate modulari composte da elementi in terracotta – materiale tipico del territorio – agganciati a cavi di acciaio. La matericità del cotto si fa carico delle sfumature del paesaggio circostante, ne riflette toni, bellezza e calore. Le sue tonalità vengono riproposte anche nella verniciatura effetto corten del cancello di ingresso e nelle parti in muratura. Piante autoctone, come olivi, cipressi e pini, creano una continuità con il paesaggio agricolo adiacente, rievocando al tempo stesso l’identità culturale del territorio.

La minimizzazione dell’impatto ambientale, l’innovazione, l’originalità e il carattere estetico del progetto architettonico, insieme al ripristino della vegetazione, alla riduzione delle tempistiche di realizzazione e la facilità di manutenzione dell’opera, sono stati gli aspetti valutati dalla commissione per decretare il progetto vincitore.

Le facciate e i moduli

L’edificio  principale  si  caratterizza  per  le  facciate  frangisole  composte  da  elementi geometrici in cotto agganciati a cavi di acciaio. Il sistema modulare scandisce ritmicamente la superficie di rivestimento, grazie anche alle diverse dimensioni e toni delle formelle in cotto. Queste ultime – di forma quadrata, rettangolare e a listelli – sono fissate ai cavi di acciaio per mezzo di ancore metalliche, che le rendono facilmente sostituibili.

Il progetto illuminotecnico

Le facciate e le loro texture sono enfatizzate dal progetto illuminotecnico: fari a LED incassati a pavimento generano fasci di luce dal basso verso l’alto che esaltano l’effetto scenografico delle composizioni.

Lo stesso sistema di illuminazione è stato scelto per il verde e l’ingresso, con una particolare enfasi al viale di accesso all’edificio. Tra gli ulivi sono disposti faretti scenografici che illuminano gruppi di alberi enfatizzando con discrezione il paesaggio.

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