
Secondo l’associazione di riferimento del biologico in Italia, il sostegno è necessario per rispondere alle crisi ambientali, climatiche e sociali
Sostenere l’agroecologia in Europa. FederBio, l’associazione che raccoglie i produttori bio, lancia un appello in occasione delle consultazioni elettorali europee, condividendo il Manifesto “Elezioni Europee 2024 – per aree rurali vitali e sistemi alimentari sostenibili” di IFOAM OE, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica.
FederBio, insieme a IFOAM OE, invita gli eurocandidati ad appoggiare politiche sostenibili che incentivino la transizione verso un’agricoltura resiliente e giusta come quella biologica fondata su pratiche non solo benefiche per l’ambiente, ma anche economicamente sostenibili. FederBio e IFOAM Organic Europe propongono le seguenti sei priorità che dovranno essere affrontate durante il prossimo mandato politico:
- Ripensare la Politica Agricola Comune per promuovere la biodiversità e sostenere pratiche estensive
- Rafforzare l’economia e la sostenibilità dei sistemi alimentari attraverso gli appalti sostenibili
- Migliorare la scelta dei consumatori attraverso la sensibilizzazione sul costo reale del cibo e la promozione del biologico
- Migliorare la scelta dei consumatori contrastando il greenwashing
- Incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori promuovendo il biocontrollo
- Incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori attraverso l’istruzione, l’innovazione e la conoscenza.
Al primo punto del Manifesto condiviso da FederBio, IFOAM OE ha posto la riconsiderazione della Politica Agricola Comune (PAC), fondamentale per promuovere obiettivi ambientali, di biodiversità e climatici ancora più ambiziosi, e supportare in maniera proporzionata al proprio contributo al bene comune chi adotta pratiche sostenibili. Si chiede di riconoscere il ruolo dell’agricoltura biologica nel fornire benefici ambientali, economici e sociali, incentivando la transizione verso standard più elevati, anche attraverso la riduzione della complessità amministrativa e introducendo incentivi economici.
Altro tema al centro del Manifesto, il consolidamento dell’economia e della sostenibilità dei sistemi alimentari con appalti che includano gli alimenti biologici nelle politiche di approvvigionamento per tutte le mense pubbliche, come quelle scolastiche e degli ospedali.

Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più bio in Europa, ha 2,3 milioni di ettari coltivati con metodo biologico e una SAU del 18,7%, circa il doppio della media europea, i consumi di prodotti bio non crescono in linea con la produzione, risentendo degli effetti inflazionistici di un mercato condizionato da una generale situazione di instabilità e volatilità. Ecco perché FederBio sottolinea come elemento strategico il sostegno al consumo di biologico, altro punto cardine del Manifesto IFOAM OE, che prevede campagne di comunicazione e di promozione tese a incrementare la consapevolezza sui benefici del bio, oltre a iniziative per contrastare il greenwashing.
“Per cambiare il metodo di produzione, occorre modificare anche quello di consumo – spiega la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini – È fondamentale sensibilizzare i cittadini, trasferendo con chiarezza quali siano le ricadute positive dell’agroecologia per l’economia e la salute delle persone e dell’ambiente. Da un lato si cercano prodotti sostenibili, dall’altro si guarda al prezzo più basso. La chiave è consumare meno ma meglio, puntando su alimenti biologici, sani, di stagione e di prossimità, ma soprattutto evitando gli sprechi. Ancora oggi il 30% del cibo finisce nella spazzatura, incidendo doppiamente sull’ambiente”.
Gli ultimi due punti del Manifesto IFOAM OE riguardano l’innovazione, sia attraverso la promozione di un approccio sistemico che riduca al minimo l’uso degli input integrando soluzioni di biocontrollo nelle pratiche agricole, sia incentivando la formazione e l’aggiornamento continuo per massimizzare il potenziale di sviluppo del settore biologico.


