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Economia circolare, Europa aiuta le PMI

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L’Unione Europea punta all’economia circolare con obiettivi ambiziosi ma concreti. Al via nuove iniziative di consulenza per piccole e medie imprese

Il riuso è fonte di nuove possibilità di guadagno e di green jobs, oltre che necessario per preservare gli equilibri ecologici. L’Unione Europea sta investendo ingenti risorse sull’economia circolare, puntando verso obiettivi sempre più ambiziosi. Nel 2014, infatti, la Commissione Europea ritirò le norme relative al pacchetto economia circolare, con la “promessa di farne di migliori”.

economia circolare
Riduci, riusa, ricicla: le tre azioni cardine dell’economia circolare

Ad agosto 2015, l’Unione Europea ha dunque stanziato oltre 650 milioni di euro, per interventi finalizzati alla riduzione dei rifiuti. Dal punto di vista legislativo, si sta promuovendo e incentivando la progettazione eco-compatibile (eco design), la revisione del regolamento concimi, l’utilizzo di bio-plastiche, il riutilizzo delle acque reflue.

Le azioni avviate finora, però, hanno riguardato principalmente le grandi realtà industriali. Queste, infatti, sono dotate di importanti capacità organizzative, tecnologiche e finanziarie, necessarie a convertire i processi produttivi in chiave sostenibile.

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Economia circolare nelle piccole e medie imprese: un progetto pilota

Il nuovo obiettivo della Commissione Europea è accompagnare le piccole e medie imprese verso l’eco-innovazione industriale. Un progetto pilota fornirà supporto a queste realtà. A condurre l’iniziativa, le società di consulenza KPMG, Ecofys, CSR Netherlands e Circle Economy.

Questo progetto pilota faciliterà l’accesso ai finanziamenti e alle conoscenze utili a sviluppare soluzioni di economia circolare. Saranno attivati corsi di divulgazione sugli incentivi finanziari e non per l’economia circolare (Horizon, Ecolabel…) e sugli acquisti verdi nella pubblica amministrazione (Green Public Procurement). Altri moduli formativi riguarderanno l’efficienza energetica e l’innovazione ecologica.

Le autorità regionali potranno accedere a un servizio di consulenza politica. I consulenti suggeriranno raccomandazioni e piani di azione, per leggi che incentiveranno l’uso sostenibile delle risorse, il riuso dei rifiuti, l’efficienza energetica.

Oltre alle attività di formazione, la Commissione europea offrirà supporto operativo alle associazioni di piccole e medie imprese. Una call to action favorirà l’incontro tra fornitori verdi e reti di piccole e medie imprese. L’obiettivo è replicare servizi e processi produttivi che contribuiranno all’ottimizzazione delle risorse e all’economia circolare.

Call to action: ancora pochi giorni per aderire

C’è tempo fino al 18 settembre per aderire alla call to action. Saranno coinvolte nel progetto le reti di piccole e medie imprese che avvieranno attività in uno dei settori del Piano di Azione Europeo sull’Economia Circolare. In fase di selezione, la Commissione europea valuterà dimensioni e capacità organizzativa dei network, oltre alla capacità che queste reti avranno nel fornire servizi di efficienza energetica, economia circolare, eco-innovazione.

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