
All’avanguardia per l’innovazione spaziale e per la sostenibilità energetica, la struttura racconta la storia del design italiano ed è costata 5,5 milioni di euro. Mosaici di vetro bianco e serramenti in bronzo, muri di contenimento in ciottoli di fiume, il muro di cemento rosso che ripropone lo storico puzzle con gli animali di Enzo Mari
Nell’ “Arca di Noè” i bambini giocano felici da quando sono rientrati a scuola dopo le vacanze di Natale il 7 gennaio 2025. “Arca di Noè” è infatti il nome della scuola per l’infanzia bergamasca al centro dell’attenzione nazionale per la sua progettazione, portata a termine dallo studio C+S Architects di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, insieme ad un team di studi specializzati .
L’intervento, il cui costo è pari a 5,5 milioni di euro, finanziati da Regione Lombardia, Gse, Fondazione Cariplo e dal Comune di Alzano Lombardo si sviluppa su porzione di circa 3.380 mq del complesso di Villa Paglia e del suo parco ad Alzano Lombardo vincolati entrambi dalla Soprintendenza ai BBAA ed estesi su una superficie di 15.865 mq. Grazie all’utilizzo di energie alternative, l’edificio raggiunge i piu? alti livelli di efficienza energetica rappresentando per la comunità di Alzano Lombardo il primo edificio pubblico classificato NZEB (Nearly Zero Energy Building).
La costruzione della nuova scuola si è resa necessaria data l’impossibilità della vecchia scuola costruita negli Anni Cinquanta, ad essere efficientata e resa antisismica con risultati soddisfacenti. Si è scelto così di demolire e ricostruire la scuola in un ambito diverso, con una migliore esposizione solare e climatica e una posizione più centrale rispetto alla città, anche per facilitare l’accessibilità e la prossimità ai servizi pubblici favorendo la didattica.
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Una scuola che unisce una comunità

L’area dove sorge la nuova scuola ha una superficie di 3.380 mq. ed era l’area “degli orti” di Villa Paglia a nord del giardino ornamentale, da cui è separata ad ovest, da un pergolato costituito da una doppia fila di colonne in graniglia di cemento. A nord e ad est è delimitata da alti muri parte in pietra e parte in calcestruzzo che la separano rispettivamente da via Montelungo e da una proprietà privata. Altimetricamente è articolata su più livelli, con un dislivello medio di circa mt 3,50, separati da un muro di contenimento in ciottoli di fiume.
Il progetto
In continuità con i muri di contenimento in sassi che disegnano la continuità tra le diverse quote del paesaggio della Val Seriana, il progetto fa propria la regola topografica della costruzione di muri di contenimento – il DNA del luogo – innestando ad esempio un nuovo muro in cemento armato pigmentato di rosso e disattivato con inerti a vista per creare continuità e armonia con il paesaggio circostante. Muro che poi diventa spazio per alloggiare i contatori, ma anche tessitura con la recinzione metallica che segue le pieghe della strada e un cancello rosso della nuova scuola. Gli shed di copertura sono un omaggio al glorioso passato industriale di Alzano, che suggeriscono la metafora della scuola come ‘fabbrica del sapere’. Un passato industriale che ha reso famosa Alzano Lombardo per il cemento bianco che ancora oggi si chiama ‘bianco Alzano’: un colore che definisce l’identità della nuova scuola, che gli architetti vogliono rivestita in tessere bianche di mosaico di vetro. Un dettaglio che è anche un omaggio ai Maestri dell’architettura Italiana del Dopoguerra.
Il muro di cemento rosso disattivato incide il paesaggio trasformandosi in una rampa-gioco che i bambini riconosceranno come identità della loro scuola. Una rampa, che è anche seduta dove sono incise le figure degli animali del famoso puzzle che Enzo Mari ha disegnato per Danese nel 1957. “Le domeniche la mamma e la nonna sparpagliavano gli animali di Enzo Mari e io e mia sorella giocavamo a ricostruire il puzzle. Amavo quel gioco, il calore di quel momento … volevo che ogni bambino provasse quel calore nella mia scuola, quell’idea di stare insieme, quel piacere di giocare imparando. Per questo ho proposto al team di incidere queg

Durante il percorso, la scuola comincia a comparire tra le faglie della rampa, che, alla quota di ingresso diventa spazio: l’ippopotamo ospita il deposito passeggini e tricicli, il maiale e il toro diventano l’areazione della centrale termica. È un tema delicato quello di questo progetto, sta sulla soglia tra architettura e paesaggio e viene sviluppato facendo conversare il volume del muro rosso grezzo della rampa incisa degli animali con un prezioso volume trasparente in tessere di mosaico di vetro bianco e grandi vetrate riquadrate da una struttura sottile in bronzo, che riflette il gioco colorato dei bambini e, allo stesso tempo, il paesaggio e il cambio delle stagioni del giardino secolare.
Il mosaico che cambia colore
E qui le facciate in mosaico di vetro bianco fanno il contraltare prezioso al paesaggio del muro colorato che cambia colore e diventa Levocel a grana fine bianco ai piedi della facciata di mosaico. Quest’ultima, costruita con tessere di 14 mm lavorate in sezione, si accende di sfumature sempre diverse in ogni momento del giorno e della sera, giocando con le ombre e i riflessi delle luci e del paesaggio.
Nonostante si sviluppi su un unico livello, la scuola esplode all’interno in altezza grazie a una sezione complessa che raccoglie la luce non solo dalle grandi vetrate della facciata, ma anche dalla copertura a shed, memoria della vocazione industriale dell’area bergamasca, che permane come identità di questa terra e che contribuirà a consolidarsi nell’esperienza dei bambini, trasformandosi in eredità futura.
Il layout della scuola è tripartito. La flessibilità e? l’elemento determinante del progetto. Nonostante sia stato dato un nome a tutti gli ambienti, il salone centrale e le relazioni con le ali laterali permettono di utilizzare gli spazi in molteplici modi e inventare metodi speciali per fare didattica: tutti gli spazi si possono trasformare facilmente in laboratori per l’arte, spazi per attività digitali e teatrali, palestrine, spazi per il teatro. La stessa flessibilità permette l’utilizzo della scuola da parte della comunità anche oltre l’orario scolastico, grazie alla presenza del grande salone vuoto centrale che fa scorrere il verde del parco in tutte le direzioni attraverso le vetrate che ne delimitano lo spazio. In questo modo la scuola diventa un epicentro per la comunità e ne rafforza l’identità.
Ambienti flessibili
Il salone è spazio centrale di distribuzione ma anche spazio multifunzionale, spazio delle potenzialità, dell’invenzione di eventi speciali. Due corti interne scavano l’edificio come ‘stanze speciali a cielo aperto’ permettendo anche ai più piccoli di stare all’aperto il più possibile senza pericoli, essendo pavimentate con un tappeto antishock morbido e popolato dagli stessi animali di Mari, colorati. Lo spazio centrale esplode in altezza scandito da una sequenza di lucernari a shed impostati a 240 cm che portano la luce anche nelle zone più interne della scuola: una luce indiretta, diffusa, che fa da contraltare alla luminosità delle vetrate e delle corti. Dall’ingresso, la trasparenza delle corti permette di traguardare il giardino sul lato opposto.

Sul lato ovest si aprono le 6 sezioni della scuola che si affacciano su parco di Villa Paglia con i suoi alberi secolari e il pergolato storico, mentre verso il salone una porta a vetri e una grande vetrata raccontano lo scorrere della vita in ogni sezione. Il pavimento in linoleum bianco, steso sull’intera superficie della scuola (inclusi i servizi igienici), è inciso in ogni aula da un animale con un colore diverso, lo stesso colore utilizzato per le piastrelle di ceramica lucida del corrispondente bagno della sezione.
Ogni aula è attrezzata con una armadiatura fissa che si estende per tutta la sua lunghezza della sezione, mentre sul lato opposto gli stessi animali di Mari, questa volta in multistrato, diventano attrezzature didattiche e giochi a grande scala disegnati ad hoc. Ogni aula ha un’uscita diretta verso il porticato esterno, che rende omaggio al dettaglio di Terragni per l’asilo Sant’Elia di Como con una scansione di pilastri metallici su cui sono montate tende esterne che si avvicinano alla facciata senza toccarla. Sul sistema di pilastri staccati è anche inclusa l’illuminazione esterna della scuola. Sul lato opposto alle aule si trovano la palestra, l’infermeria, le aule insegnanti, la cucina con ingresso separato.
Opposto all’ingresso è invece il generoso spazio della mensa che si apre sul giardino e le aree giochi, due grandi cerchi in tappeto antishock colorato su cui di nuovo sono incise le sagome degli animali. Anche lo spazio della mensa è scandito dalla sequenza degli shed con una luce calda e diffusa che contrasta con la luce che, al tramonto, entra dalle grandi vetrate che affacciano sul giardino.


