Doppi turni, ancora un no all’unica campanella

Confermati gli ingressi scaglionati nella città metropolitana di Bari dal 20 settembre

Lunedì 20 settembre a scuola la campanella della prima ora suonerà in due orari diversi nelle scuole superiori di Bari e provincia. La Prefetta Bellomo irremovibile.  Lo scontento di presidi e sindacati

Non sono assolutamente soddisfatti i 55 presidi una cui delegazione è stata ricevuta dalla Prefetta di Bari Antonella Bellomo, dopo una circostanziata lettera a lei indirizzata scritta per scongiurare un anno scolastico con doppi turni di ingresso e uscita. L’incontro, malgrado quanto dichiarato dalla Prefetta in una intervista ad una emittente locale (“Siamo disponibili ad accettare deroghe. Non siamo rigidi”) che preannunciava una apertura verso le scuole che avessero saputo gestire con efficienza il flusso di studenti a scuola, si è concluso con un nulla di fatto per i dirigenti scolastici.

I presidi: “Scaricabarile di responsabilità”

In pratica l’incontro non ha visto alcun avanzamento rispetto alla situazione attuale.  Il doppio turno resta, giustificato da esigenze di natura sanitaria. E la proposta di posticipare la sperimentazione partendo col turno unico non è stata presa in considerazione. Eppure i dirigenti hanno esposto  tutte le problematicità che la misura dello scaglionamento comporta, vale a dire: la debolezza del trasporto pubblico urbano ed extraurbano nella città metropolitana di Bari (mancano proprio i mezzi); il fatto che in questo modo si va a creare disparità tra pendolari e residenti, oltre che in generale tra gli studenti; la non sostenibilità dei tempi: in molti casi uscire da scuola alle 15 vorrebbe dire arrivare a casa a pomeriggio inoltrato e non poter fare tanto altro, oltre che in generale non sono ancora garantite le corse agli orari giusti: questo si tradurrebbe in tanti studenti per strada visto che le scuole non hanno personale o spazi per poter accogliere.

A fronte di queste difficoltà oggettive riportate a voce oltre che nella lettera la risposta della Prefetta è stata identica a quanto detto già negli scorsi giorni, pur se la stessa ha assicurato che il problema legato alla assenza di corse sarà risolto a partire da lunedì: ma non ci sono garanzie e certezze su questo.

Sulla questione della sicurezza e dell’80% di capienza, malgrado le rassicurazioni della dott.ssa Bellomo sull’incremento del numero di mezzi e delle corse,  i presidi lamentano la mancanza di dati o documenti a proposito. Unica apertura un aggiornamento della situazione a due settimane dall’inizio delle lezioni.

“Sicuramente in questi giorni avremo il compito di continuare a sollecitare sia la Prefetta e di partecipare al tavolo sulla ripartenza della scuola a livello regionale con l’assessore all’istruzione ai trasporti”, lascia intendere più di un dirigente scolastico, che non esita a parlare di “scaricabarile di responsabilità sui nostri bisogni” e preannuncia mobilitazioni .

I  Sindacati: “Chiediamo tempi rapidi”

gigia bucci CGIL
Il segretario generale CGIL Bari, Gigia Bucci, presente all’incontro col Prefetto Antonella Bellomo

Anche i sindacati hanno di che contestare alla Prefetta.  A margine del sit-in di venerdì 17 settembre insieme a docenti, studenti e famiglie, l’incontro  con la dott.ssa Bellomo non ha prodotto risultati concreti, ”anzi – è scritto nella nota diramata dai segretari generali delle sigle sindacali CGIL CISL UIL, Snals e Gilda presenti al colloquio –  ci ha confermato la linea degli ingressi scaglionati, che tanti disagi organizzativi causeranno alle scuole e alle famiglie baresi. Noi non ci stiamo – continua la nota -, è inconcepibile che l’incapacità della Regione (caso pressoché unico in Italia per Città metropolitane di dimensioni come quella di Bari) di predisporre, in quasi un anno, un piano dei trasporti efficiente e completo ricada sulla quotidianità di migliaia di lavoratori del comparto, di migliaia di studenti e sulla qualità stessa dell’offerta formativa, già minata da misure organizzative anti Covid. Dal tavolo è emerso l’impegno di riunire nel più breve tempo possibile tutti gli attori del sistema scolastico, poiché si è appreso che lo scaglionamento è determinato essenzialmente da una cautela di natura sanitaria. La mobilitazione continua, non ci fermeremo finché non otterremo un ritorno in presenza a turno unico senza discriminazioni e limitazioni, così come previsto dal Ministero” si conclude la nota, che chiede a tutti i soggetti coinvolti tempi rapidi  per trovare soluzioni che vengano incontro alle esigenze delle scuole, delle famiglie, degli alunni

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