Doppi turni a scuola, tutti (o quasi) contro il prefetto di Bari

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Avvio dell'anno scolastico con ingressi alle 8 e alle 9,40 per ottimizzare la flotta di mezzi di trasporto pubblico

Venerdì 17 settembre sit-in davanti alla Prefettura per chiedere al Prefetto Bellomo di ritornare sui suoi passi e annullare l’ordinanza che dispone gli ingressi alle ore 8 e 9,40.

E’ senza pace l’inizio del nuovo anno scolastico in Puglia, o perlomeno a Bari. Una volta che sembrava scongiurato il ritorno alla DAD  (su richiesta delle famiglie, il che ha messo la Puglia in coda alle altre regioni pr numero di giorni passati a scuola lo scorso anno scolastico) grazie alla massiccia  campagna di vaccinazione della fascia 12-19enni, si affaccia un nuovo problema, grave e mai risolto, ed è quello dei trasporti.

Una situazione, quella della modulazione dei flussi di arrivo e partenza degli studenti dalle 67 scuole di Bari e provincia, cui mai si è voluto metter mano e cui per ora sembra voler mettere una pietra tombale l’Ordinanza emanata dalla Prefettura di Bari del 10 settembre che definisce il piano trasporti con ingressi scaglionati in classe al 75 e 25% rispettivamente alle ore 8 e 9,40 e operativo – sia pur in via sperimentale e passibile di aggiustamenti – dal 20 settembre, inizio ufficiale elle lezioni nella regione – al 31 dicembre 2021, ultimo giorno della fase di emergenza in tutta Italia.

La Prefettura: perchè i doppi turni

Nella città metropolitana di Bari convivono 40 comuni che vanno dai 3mila abitanti scarsi di Binetto e Poggiorsini agli oltre 70mila di Altamura. Un panorama variegato dove  gli studenti delle scuole di istruzione secondaria di II grado sono 68.218 di cui 21.324 iscritti alle 20 scuole del capoluogo. I restanti si suddividono negli altri 47 istituti degli altri Comuni. La metà degli studenti si serve di mezzi pubblici per andare a scuola, e di questi il 60% usano i mezzi urbani, mentre il 40% usa i mezzi extraurbani.

Il Prefetto di Bari Antonella Bellomo
Il Prefetto di Bari Antonella Bellomo

Il documento operativo annesso alla Ordinanza Prefettizia del 10 settembre è molto circostanziato e, ribadendo più volte che “mira alla definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano“, individua le risorse in termini di mezzi offerte nell’ordine da Trenitalia, Ferrotramviaria, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie del Sud Est, Amtab e COTRAP, ai quali dovrebbe andare una parte dei 400 milioni e di ulteriori 300 milioni di euro messi a disposizione dal Governo sia per tamponare le perdite dovute ai vari lockdown sia per finanziare  servizi aggiuntivi.

I mezzi pubblici, in tutta Italia, devono viaggiare all’80% della loro capienza: di qui il censimento di cosa le varie società di trasporto possono offrire durante l’anno scolastico. Il quadro è il seguente: Amtab metterà a disposizione a Bari i 23 mezzi previsti normalmente per le corse scolastiche ma li farà “girare” due volte, per garantire gli ingressi sfalsati di 100 minuti ( dalle 8 alle 9,40), mentre per l’uscita tutto dipenderà dagli orari dei singoli istituti (quindi i 23 mezzi non faranno le doppie corse); COTRAP ragiona non in termini di mezzi ma di km aggiuntivi, quantificati in poco più di 9.200. Da Ferrovie Sud Est potrebbero venire altre 30 corse per la seconda fascia di ingresso e uscita, mentre Ferrotramviaria ha fatto sapere che in numero di bus aggiuntivi è pari a 149 durante la settimana. Trenitalia metterà a disposizione in caso di necessità altre corse in orari e stazioni predefinite; infine dalle Appulo Lucane verranno 48 coppie di corse  aggiuntive di bus propri e40 turni di busappaltati a NCC (noleggio con conducente).

Per ottimizzare l’uso dei mezzi e garantire che non ci sia assembramento, l’ordinanza la Prefettura prevede anche l’intervento dei volontari della Protezione civile (come già accaduto lo scorso a.s.) e della polizia locale, ma soprattutto un’app che registrerà quanti studenti si serviranno dei mezzi pubblici per raggiungere le scuole, consentendo di conoscere in anticipo i flussi di mobilità studentesca. Infine si prevede nelle scuole una corsia preferenziale per lo screening sanitario nelle scuole con test rapidi antigenici.

Un danno per gli studenti

Il documento operativo diffuso dalla Prefettura è chiaro: è una misura sperimentale che sarà supportata dal monitoraggio dei flussi di studenti. Ma altrettanto chiaro che la misura del doppio ingresso non verrà messa in discussione, con l’unica possibilità concessa ai presidi di modulare in autonomia la durata delle ore di lezione, variandole tra i 50 e i 60 minuti. E questo col rischio di perdere fino a un’ora di lezione (e fino a 30 giorni di lezione a regime), per permettere agli studenti di prendere autobus e pullman e tornare a casa a orari decenti che permettano di fare i compiti per il giorno dopo. Un problema di non poco conto se si tien presente che ormai sono molti gli istituti che praticano la settimana corta e che quindi spalmano dal lunedì al venerdì le ore di lezione che non si fanno di sabato, col risultato che la giornata scolastica è quasi sempre di 6, quando non di 7 ore. Ci chiediamo se il documento, cone è scritto, mira davvero a tutelare il diritto allo studio “garantendo la fruizione della didattica in presenza al 100% degli studenti” e la tutela della salute collettiva assicurando un servizio pubblico capace di assorbire tutti gli studenti che si muovono nella città metropolitana di Bari.

I Presidi: “Siamo stati esclusi”

La protesta è pressochè unanime: dei dirigenti scolastici, dei professori, degli studenti, dei genitori, dei sindacati, che per una volta viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda e non ci stanno ad accettare la  soluzione decisa dalla prefettura e accettata dalla regione sulla base delle perplessità delle società di trasporti a fornire un servizio adeguato al numero di studenti nella città metropolitana di Bari. Perchè, va detto, la soluzione doppi turni è solo per la provincia di Bari.

Chiedono un colloquio col Prefetto i dirigenti scolastici in blocco, che si sentono esclusi dalle decisioni prese sulla loro testa (“A tutt’oggi noi Dirigenti non conosciamo l’articolazione dell’offerta delle società di trasporto a proposito degli orari di arrivo per gli ingressi e di ripartenza in coerenza con i nuovi orari di uscita dalle singole scuole- è scritto nella lettera appena inviata al Prefetto) e fanno notare come da gennaio a maggio del 2021 avessero inviato informazioni sui bisogni e sulle situazioni riguardanti i trasporti degli studenti a Città Metropolitana, Regione Puglia, Prefettura, Ufficio Scolastico Regionale e aziende di trasporto coinvolte. “Ci sembra strano – è scritto nella lettera appena inviata al Prefetto –  che non si sia potuto tener conto di queste informazioni per meglio studiare ed affrontare la risoluzione del problema ottimizzando i servizi con il potenziamento esclusivamente delle tratte critiche senza compromettere gli orari standard“. Senza dire che un orario simile impedirebbe, tra le varie cose, la realizzazione di progetti, iniziative, PON, utili alla socializzazione.

Studenti, genitori e prof, tutti sulle barricate

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I doppi turni creerebbero seri problemi per la didattica in classe e il lavoro a casa degli studenti

E non le manda a dire il coordinamento di  docenti, genitori, studenti degli Istituti secondari di II grado della Città metropolitana di Bari, che hanno scritto al Prefetto di Bari dott.ssa Antonella Bellomo, al Presidente del Consiglio Draghi e al ministro dell’Istruzione Bianchi, invocando un ripensamento a livello locale e /o un intervento a livello nazionale, sulla base delle “gravissime perplessità” che lo scaglionamento degli ingressi a scuola comporta.

Se le motivazioni delle scelte operate con l’ordinanza sono condivisibili – è scritto nella lettera – , la decisione di stabilire in “doppi turni” le modalità di ingresso risulta assolutamente inaccettabile perché, contraddittoriamente, impedirebbe la realizzazione dello scopo che il governo e, in particolare, il Ministero della P.I. perseguono: la ripresa della scuola in presenza, in tutto il suo senso educativo e il suo valore formativo, sociale, culturale. Infatti, se il 25% delle classi fosse costretto ad iniziare le lezioni alle ore 9.40 la conclusione della giornata scolastica sarebbe compresa tra le ore 14.40 e le 16.40. Tutto ciò determinerebbe il rientro dei nostri ragazzi nei paesi di provenienza tra le 15.00 e le 17.30, sì da impedire l’applicazione allo studio pomeridiano degli alunni stessi “, col rischio niente affatto remoto di un aumento degli “abbandono” scolastici.

Ma ci sono anche altri motivi che  renderebbero inapplicabile l’ordinanza prefettizia e aggraverebbe ulteriormente il disagio di famiglie e alunni, come la mancanza di mense e l’organizzazione delle cattedre dei docenti dell’ area metropolitana di Bari, che vede molti insegnanti titolari in 2 o 3 scuole: “come potrebbero, nei fatti, prestare il loro servizio in “doppi turni” in 2 o 3 scuole, ubicate, a volte, in Comuni differenti?

Dalle perplessità si passa alla soluzione, che chiama in causa il Consiglio dei Ministri: “Il ripristino del turno unico di ingresso alle ore 8.00 e il potenziamento del servizio di trasporto, mediante l’impiego delle risorse rese disponibili dal governo per tale finanziamento“.

I sindacati: “Tante riunioni ma risultati deludenti”

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L’assessore ai trasporti della Regione Puglia Anita Maurodinoia

Parla di “totale fallimento della programmazione del trasporto scolastico, nonostante le numerose rassicurazioni che ci sono pervenute nei mesi scorsi” e di “enormi problemi organizzativi alle famiglie e agli istituti pugliesi, sui quali come al solito si scaricano i problemi che invece le istituzioni locali e la politica avrebbero dovuto affrontare da più di un anno” il documento unitario delle sigle sondacali della scuola CGIL, Cisl, UIL , Snals, Gilda, che inoltre puntualizzano l’intesa tra Prefettura e assessorato regionale ai trasporti. “Tante riunioni per ottenere risultati deludenti. Prendiamo atto che il rientro a scuola in presenza, annunciato dal ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, purtroppo in Puglia funzionerà a singhiozzo. Una sconfitta per tutti, a cominciare dalle istituzioni locali”, scrivono i sindacati, che chiedono anch’essi un incontro urgente col Prefetto e nel frattempo hanno indetto per venerdì 17 settembre un sit-in in Piazza Libertà a Bari per le ore 10.

Regione Puglia, convitato di pietra

In tutta questa brutta situazione, c’è un elemento mancante, ed è la voce della regione Puglia, che si è espressa giorni fa per bocca dell’assessore ai trasporti Anita Maurodinoia, che sostanzialmente accettava il piano trasporti previsto nel tavolo tecnico indetto giorni fa dalla Prefettura, ma che da quel momento in poi ha scelto lsa via del silenzio.

E speriamo che almeno stavolta e in questa circostanza il silenzio aiuti a prendere decisioni meno problematiche.

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