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Cittadini in “marcia” contro la nuova Statale 275

Un momento della conferenza stampa. Da sinistra: Katia Manca (Oikos), Vito Lisi (coordinatore comitato sos 275), l’avvocato Luigi Paccione, lo scrittore Massimo Carlotto e il regista Paolo Pisanelli

S’amplia il cordone civile a sostegno della battaglia contro il raddoppio e l’ammodernamento della Statale 275 Maglie-S. Maria di Leuca che godrà di un altro round giudiziario il 12 novembre al Consiglio di Stato sulla scorta delle istanze dei proprietari dei fondi soggetti ad espropriazione, tutti difesi dall’avvocato Luigi Paccione.

La mobilitazione – E’ col silenzio, lunghe camminate, foto e video che una nutrita cittadinanza attiva intende continuare ad opporsi a un progetto di un’opera che – oggi in fase istruttoria nella sua versione esecutiva – pesa 288 milioni di euro. Guerra giudiziaria da una parte, quindi, pacifica protesta dall’altra. La questione è tornata in discussione giorni orsono alle Manifatture Knos di Lecce, dove il Comitato Sos 275 ha organizzato una conferenza stampa per presentare un’iniziativa in collaborazione con Stalker Walking School di Roma. “Venite a camminare con noi per capire con i piedi, con gli occhi e col cuore come la nuova statale 275 distruggerebbe il paesaggio”, è l’appello lanciato, sottoscritto da: Cinema del Reale, Oikos Sostenibile, Officina Visioni e Centro Servizi Volontariato Salento, con l’adesione di Archès, Forum Ambiente Salute, Sos Costa Starter, Palestra Popolare, Arci provinciale, Ciclofficina Ruotando, Biocontestiamo, Comitato No Tap, Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e per la Salute dei cittadini, Gaia, Nuovi Selvaggi (Arte e Ambiente), Forum Amici del Territorio, Ecodem, Sologentis, Ass. Tullio e Gina Casa delle Agricolture, Legambiente Tricase, Melchiades, Atlantide, Mujmunè e Casa delle Donne.

Il luogo nei pessi di San Dana dove dovrebbe passare la SS.275

Il cammino verso Finibus Terrae sulla strada senza senso” – com’è denominata l’iniziativa – si è articolato nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 settembre, muovendosi dalla Casa dei Pellegrini di Castiglione (sede del Comitato Sos 275 – tra Lucugnano e Tricase). «A oggi una strada pensata nel ’94, secondo noi, non ha più senso. Questa strada è pensata per servire zone industriali che oggi sono cattedrali nel deserto – dice il coordinatore del Comitato Sos, Vito Lisi – secondo un sistema basato sostanzialmente sulla industrializzazione del Salento e che, oggi, rendendoci conto che oggi non esiste alcun sistema d’industrializzazione in Italia, riteniamo sia impossibile realizzare». «Aderisco al cammino organizzato – ha spiegato lo scrittore Massimo Carlotto – per impedire lo sventramento del territorio a causa di questa inutile e devastante strada a 4 corsie». A nulla è bastata l’azione volta al ridimensionamento dell’opera. Quel che le istituzioni, Regione in testa, definiscono “strada parco”, con riferimento alla riduzione da 4 a 2 corsie nel tratto che va da San Dana all’abitato di Leuca, al ridimensionamento del rondò sul promontorio di San Dana nonché alla sostituzione del viadotto di San Dana con una galleria in trincea, per Comitato e associazioni equivale a una goccia nel mare.

L’area nei pressi di Montesano dove dovrebbe passare la SS.275

Paccione: «Dubbi sulla progettazione» – Nel mirino c’è l’intera procedura di progettazione della 275 definita “illegale”, sin dal sue prime fasi, l’affidamento a ProSal srl: «Ho verificato e denunciato il fatto che il progetto per come è stato conferito ed esibito non può essere posto a base dell’opera pubblica in oggetto», ribadisce l’avvocato Paccione; «ProSal riceve un incarico di progettazione in subappalto e si avvale di una platea di consulenti esterni perché non ha competenze in materia geologica, archeologiche e paesaggistica. Noi puntiamo l’indice contro Anas, società per azione a capitale sociale pubblico: il 7 agosto 2012 le è stata recapitata una diffida a firma di Vito Lisi e del sottoscritto in cui si evidenziava che la progettazione della 275 è giuridicamente inesistente perché non è stata sottoscritta dal soggetto formalmente incaricato perché quest’ultimo non aveva le dovute competenze, ma ad oggi non abbiamo ricevuto il benché minimo riscontro».

 

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