Input your search keywords and press Enter.

Brasile, quando i rifiuti restituiscono dignità

Rovistano nell’immondizia, selezionano i rifiuti e scelgono quelli più redditizi per le fabbriche del riciclo. In Brasile li chiamano i catadores: uomini, donne e bambini, poveri e analfabeti, che di quell’attività  hanno fatto una scelta di vita e l’unica ragione di sopravvivenza, quando non si degenera nella criminalità. Emarginati e discriminati, i catadores hanno però trovato un’arma di riscatto: Cooremm, che sta per la “cooperativa di riciclaggio Marcos Moura“’, uno dei quartieri più poveri e violenti di Santa Rita, nel nord est del Brasile. «La scelta di inserire Marcous Moura nel nome è emblematica della nostra scelta – evidenzia Francesco D’Aiuto, un comboniano toscano, che per tre anni (dal ’97 al 2000) ha vissuto anche a Bari – e vuole sottolineare subito la scelta di un cambiamento all’interno della società». Come quello che hanno attualmente vissuto una cinquantina di catadores. «In realtà fanno lo stesso lavoro che facevano prima – evidenzia il comboniano – in quanto non solo sono cambiate le modalità, ma anche lo spirito: abbiamo fatto un cammino di formazione tutt’altro che semplice e da analfabeti, senza autostima e nel pieno degrado, queste persone hanno saputo affrontare un percorso di vita e di crescita. Dal punto di vista professionale, invece, ora sono contrattualizzati, hanno la propria divisa e il furgoncino per il trasporto dei rifiuti. È un lavoro a tutti gli effetti». L’oro della cooperativa è rappresentato dal rame e dall’alluminio, ma la differenziata prevede anche la carta e cartone e le bottiglie di plastica.

Contro la mafia del riciclaggio – Tra quaranta e cinquanta tonnellate di rifiuti ogni mese, che permettono di dare un piccolo segnale alla “fabbrica mafia del riciclaggio”, che gestisce i servizi. La cooperativa sta provvedendo anche a ulteriori investimenti, come la macchina per triturare, in modo da alzare il prezzo del prodotto da rivendere e ha già attuato una serie di strategie commerciali: quando il prezzo di alcuni prodotti come le lattine scende, nello stabilimento vengono assemblate fino a quando il prezzo non ritorna quello di mercato, per assicurare il giusto pagamento ai lavoratori e nessuna perdita per la cooperativa. E se De Andrè cantava che “dai diamanti non nasce niente, dal rifiuti nascono i fior”, a lui devono essersi ispirati per uno dei prodotti più apprezzati dalla cooperativa: un litro di olio, uno di soda caustica, acqua e un ingrediente speciale, l’olio fritto di cucina, miscelato nelle giuste dosi e modalità, garantisce un vendutissimo sapone ecologico. «Non facciamo in tempo a metterlo in vendita che è già finito e ce lo prenotano costantemente», assicura D’Aiuto. Che ha deciso di andare a vivere direttamente nel quartiere al fianco dei “suoi lavoratori”. Convinto che quando incontri qualcuno, «non devi chiedergli da dove viene, ma dove va».

[nggallery id=186]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *