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Bari, aspettando il giardino (e il ministro Delrio)

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Ecco la riqualificazione dell’area intorno al castello Normanno-Svevo proposta dal Comitato Parco del Castello

C’è a Bari un giardino di quasi 9mila metri quadri, oggi in uso esclusivo di una delle sedi del Provveditorato alle Opere Pubbliche  di Campania, Molise, Puglia, Basilicata, negato alla città: quel giardino è sul Lungomare De Tullio, di fronte al Castello Normanno Svevo; ricade dunque nel vincolo di tutela del Castello stesso, eppure dovrebbe diventare un parcheggio ad uso dei dipendenti del Provveditorato, che ha ampliato un immobile all’interno del giardino stesso esistente dal 1954 ed è pronto a trasferirsi con i suoi uffici da via Dalmazia proprio  lì. Una situazione che rischia di pregiudicare la realizzazione dell’ormai famoso “Parco del Castello”, per sostenere il quale addirittura si è costituito un comitato che porta lo stesso nome.

Che quel giardino diventi un parcheggio non piace nemmeno al Sindaco Decaro che aveva chiesto al Ministero delle Infrastrutture, a nome dell’amministrazione comunale, di mantenere l’area a verde.  Il Ministero ha risposto picche ed ora, in occasione della venuta  di Graziano Delrio a Bari per il I Forum sulla portualità e logistica il prossimo 27 aprile, il primo cittadino ha richiesto e ottenuto un colloquio per arrivare ad una conclusione che accontenti tutti: ad esempio la concessione in comodato d’uso al Comune del  giardino, che così diventerebbe uno spazio verde aperto ai giochi, ai bambini, alla cittadinanza tutta.

A sostegno dell’azione dell’amministrazione comunale, il Comitato Parco del Castello (e le 37 associazioni che vi aderiscono)  ha inviato al sindaco  una lettera aperta  dove tra le varie cose, si ricorda che  le prescrizioni comunali all‘intervento in corso impongono al Provveditorato di realizzare posti auto,  esclusivamente nelle aree già carrabili oggi esistenti, e che il prossimo spostamento del lungomare De Tullio all’interno dell’area portuale d’intesa con l’Autorità al ramo, suggerisce di trovare aree per il parcheggio non nella città “vissuta” ma nell’area del porto.

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Il Comitato Parco del Castello ha presentato un esposto alla Procura di Bari per il sequestro dell’ampliamento della palazzina già esistente sul Lungomare De Tullio

Le soluzioni non mancano: il presidente del comitato Parco del Castello, Andrea Guarnieri Calò Carducci  propone , se proprio bisogna assegnare delle aree a parcheggio esclusivo per i dipendenti, di dare in uso al Provveditorato una parte del parcheggio, oggi inutilizzato, alle spalle (lato porto) delle palazzine abusive; Decaro è intenzionato a chiedere all’Autorità portuale di ospitare all’interno del porto le auto dei dipendenti del provveditorato.

Ma il comitato in questi giorni affila le armi anche sull’altra questione da cui deriva proprio la decisione di trasformare quel giardino in parcheggio, vale a dire la realizzazione dei lavori di ampliamento di  un immobile statale abusivo risalente al 1954 e sede degli uffici del Provveditorato sul Lungomare De Tullio. Martedì 26  aprile, il comitato illustrerà alla stampa il contenuto dell’ultima richiesta rivolta alla Procura della Repubblica di Bari perché venga effettuato il sequestro cautelativo dell’immobile, nato già come edificio abusivo perché costruito in area vincolata senza la prescritta autorizzazione, a condizione posta dal Comune che il giardino che lo circondava avesse un accesso pedonale e fosse a disposizione dei baresi, ma diventato col tempo di proprietà esclusiva dell’allora occupante, vale a dire l’ex Genio militare alle opere marittime, che trasformò in carrabile l’accesso pedonale e recintò l’intera area. Quell’immobile ormai ampliato è, fanno sapere dal comitato del Parco del castello, uno schiaffo ai baresi anche perché ha moltiplicato la sua cubatura,  aggiungendo ai 7mila metri cubi dell’edificio iniziale altri 10mila metri cubi dell’ampliamento. Sulla restituzione  a Bari di quello spazio di Lungomare De Tullio al civico n.1, il Comitato Parco del Castello è deciso a dare battaglia.

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