È l’ultima generazione di Super eroi. Dopo i Magnifici 4, Nembo Kid, Spiderman e Batman, paladini dell’umanità, sono arrivati gli EcoWarriors, coraggiosi difensori della Natura. La loro missione è aiutare qualsiasi territorio o popolazione del mondo a salvaguardare l’equilibrio ecologico che consente a tutte le creature viventi di esistere degnamente.
«Noi siamo al servizio di chi chiede il nostro aiuto contro l’inquinamento, l’ignoranza ambientale, l‘Ecomafia o qualsiasi altro nemico dell’ecosistema della Terra», è scritto in epigrafe sulla home page dei nostri prodi. Non un fumetto oppure un cartoon ma un videogame che invita tutti, dagli adulti ai bambini ad arruolarsi alla schiera dei valorosi guerrieri ecologisti Lucy, Saben, Maria, Niko, Vicky. I nostri lottano strenuamente per difendere l’ambiente dai Mafiabot, spietati robot guidati da una volontà malvagia, che inquinano e deturpano ogni angolo della Terra. E scoprire chi si nasconde dietro queste terribili creature d’acciaio.
L’iniziativa dell’Autorità Portuale del Levante è stata realizzata in collaborazione con studenti e docenti dell’Istituto Comprensivo “Grimaldi-Lombardi” del quartiere San Paolo di Bari, con il supporto della P.M. Studios di Bari, che ha realizzato il prodotto. L’episodio di “Missione Ecoport. I ragazzi diventano paladini dell’ambiente”, è ambientato nel Porto di Bari.
«Cercavamo una grande scuola per poter lavorare su un numero elevato di ragazzi della stessa classe – risponde l’ingegner Mario Mega, dirigente tecnico dell’Autoritá Portuale del Levante e Project Manager di Ten Ecoport – e in passato avevano già lavorato sulla gestione dei rifiuti. Il fatto che poi si trattasse di una zona di periferia con tanti problemi ci è sembrata un’ottima ragione per provarci».
Missione Ecoport, in 3D, presenta le tematiche dell’educazione ambientale, in particolare della gestione corretta dei rifiuti nei porti e del potenziamento della raccolta differenziata. Obiettivo del il videogame è la lotta contro le ecomafie che vogliono inquinare il mare della città.
Grande sorpresa ed enorme entusiasmo della dirigente scolastica Antonella Iacobone, che ha coordinato i lavori del progetto, con la collaborazione degli insegnanti del comprensivo, durato tutto l’anno scolastico e sviluppato durante le ore di studio.
«L’Autorità portuale del Levante ha individuato nella popolazione scolastica un target che consentisse di colpire indirettamente le famiglie, facendo un percorso di educazione all’ambiente con i ragazzi – ha commentato la preside Iacobone -. È nato subito un approccio veramente molto spontaneo con persone cui è piaciuta l’idea di poter lanciare questo videogioco e quindi far passare le tematiche dell’educazione ambientale e in particolare della gestione corretta dei rifiuti nei porti, attraverso la forma ludica».
Attraverso le attività di progetto, ha aggiunto Iacobone, i ragazzi, poi, hanno la possibilità di scoprire legami, intrecci e interrelazioni tra Paesi diversi, con lingue, tradizioni e costumi differenti, che li proietta, in questo modo, in una dimensione europea realmente vissuta.
Il videogame è disponibile all’interno di appositi totem multimediali, distribuiti nelle aree di sosta dei passeggeri all’interno del porto; si può scaricare da internet, oppure si può giocare online gratuitamente. È divulgato in tutti i paesi coinvolti nel progetto: Grecia, Albania, Montenegro, Croazia, Romania e Bulgaria. La trama del gioco, i testi, i test conoscitivi e la presentazione sono sia in italiano, sia in inglese.
«I bambini hanno talmente imparato, da questa esperienza che dura da mesi, la relazione con il porto e di contatto con tutte le istituzioni che operano contro le ecomafie – ha detto Francesco Mariani, presidente dell’Autorità portuale del Levante – che presentano un videogame che hanno immaginato da soli e realizzato da soli, con i loro paladini che difendono l’ambiente, e ambientato dentro il porto. I bambini sono riusciti a comprendere pienamente, con la loro visita per esempio a bordo della Costa Crociere o al porto, quanto sia importante difendere l’ambiente, combattendo le eco-mafie ma con comportamenti individuali. Hanno talmente assunto questo ruolo che ogni classe ha inventato il proprio paladino che controlla il comportamento degli altri alunni sui temi ambientali e che quando tornano a casa pretendono che ci sia la raccolta differenziata».
«Se hai le ali nella mente puoi volare». I ragazzi.
La produzione rientra nel Progetto europeo di cooperazione internazionale TEN ECOPORT, finanziato dal Programma South East Europe; lead partner e coordinatore è il Politecnico di Bari.
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