Api in declino: Greenpeace contro i pesticidi killer

Api in declino è l’ultimo rapporto di Greenpeace, pubblicato oggi, 9 aprile: esso parla dell’importanza ecologica ed economica delle api, manifestando la necessità di eliminare dalle pratiche agricole i pesticidi che le minacciano. Salvaguardare le api significa preservare la loro attività di impollinazione: un servizio vitale per la produzione di cibo e per l’ecosistema.

«La drastica riduzione delle api – sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici che servono gli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l’agricoltura in Europa».

Il rapporto Api in declino segna il lancio di Salviamo le api, la nuova campagna europea di Greenpeace che promuove un’agricoltura di stampo ecologico: riducendo l’uso di sostanze chimiche, si producono alimenti sani, fornendo habitat sicuri per gli insetti impollinatori domestici e selvatici.

Per gli ambientalisti, i governi europei devono bandire l’utilizzo dei neonicotinoidi, come ha già proposto la Commissione Europea lo scorso 15 marzo. Sulle api, l’uso massiccio di queste sostanze provoca la morte per intossicazione; molti inoltre gli effetti sub-letali legati a questi pesticidi, come ad esempio effetti sulla fisiologia, interferenze con la capacità di approvvigionamento del cibo, problemi d’orientamento e l’impatto sui processi di apprendimento.

In Italia, i neonicotinoiti oggetto della proposta europea sono già stati sospesi dal 2008, limitatamente al trattamento delle sementi. Infatti, questi ed altri insetticidi tossici per le api sono rilasciati nell’ambiente tramite formulazioni differenti (spray per i trattamenti fogliari; granulare per la geodisinfestazione): anche nel corso del 2012, sono stati registrati spopolamenti di alveari, in particolare in corrispondenza di coltivazioni intensive soggette a trattamenti con pesticidi (come mais, vite e melo).

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