Andria: al via il recupero della Lama di Santa Margherita

In ogni città, dietro palazzi, sotto ponti, al di là delle infrastrutture esistono tesori nascosti che, senza cure o in assenza di progetti volti alla loro tutela, continuano a versare in uno stato di degradazione e di abbandono. Fortunatamente non è una regola che vige in maniera assoluta e in molti casi le normative tendono a salvaguardare l’ambiente nei suoi molteplici aspetti. Quello delle grotte e del  ninfeo e della Lama Santa Margherita di Andria (BT) rientra proprio in questi casi fortunati di gestione delle risorse destinate al recupero paesaggistico del territorio.

L'affresco della Vergine (nella foto, un particolare) si trova nella parte superiore del complesso monumentale

Nelle settimane scorse l’Amministrazione Comunale andriese ha infatti approvato il progetto preliminare di 200 mila euro per la “Tutela e la riqualificazione del patrimonio rurale”, Misura 323 del PSR Puglia 2007-2013, con l’obiettivo di riportare ad antico splendore uno dei siti geo-storici più longevi e più suggestivi della Città. Un luogo in cui convergono fede cristiana, tradizione popolare cittadina, valore storico-artistico, naturale e testimoniale di cui un folto gruppo di cittadini andriesi sostiene da anni il recupero e iniziative volte alla promozione e valorizzazione di un patrimonio unico nel suo genere. Sulla Lama di Santa Margherita si erge, infatti, la Basilica di Santa Maria dei Miracoli, meta di culto e di pellegrinaggio grazie alla presenza dell’affresco della Vergine con il Bambino il cui ritrovamento è avvenuto il 10 marzo 1576.

Affiora una realtà nascosta – Rimasta occultata per diversi anni dalla folta vegetazione e dal terreno alluvionale, la zona presenta diverse grotte semi-nascoste e altre realtà come la fontana-mascherone, un ipogeo con affreschi che resistono ancora alle intemperie e all’incuria del tempo, e un’antica cisterna utilizzata in epoche passate.

La Lama di Santa Margherita, in agro di Andria (BAT) nasconde numerosi ipogei e grotte

Le azioni di riqualificazione intendono infatti «recuperare il rapporto tra l’insediamento religioso e la lama attraverso il restauro delle due grotte e – come ha dichiarato Nicola Giorgino, sindaco di Andria – del ninfeo per una successiva valorizzazione anche turistica». Si partirà col rendere fruibile la parte del complesso monastico della Madonna dei Miracoli  che permette l’accesso alla Grotta delle rose e al ninfeo in modo da creare un collegamento tra l’aspetto paesaggistico e quello architettonico. «Contribuiremo così a rendere ancora più appetibile per turisti e visitatori – ha affermato Pierpaolo Matera, assessore ai Lavori Pubblici – il contesto ambientale e architettonico costituito dall’intero complesso monastico benedettino, dalla Basilica all’intera Lama». 

Il comune di Andria ha approvato un progetto preliminare di 200mila euro per il recupero delle grotte e del ninfeo della Lama di Santa Margherita

Allo stato attuale, la caratteristica principale dell’intero complesso monumentale è la strutturazione su tre livelli: il primo si affaccia sulla Lama ed è costituito dalla grotta in cui fu ritrovato l’affresco; sul secondo sorge la chiesa “mediana” o “della Crocifissione”; il terzo è costituito dall’attuale Basilica. Dopo diversi decenni, così, un angolo di storia cittadina e del territorio viene strappata al degrado grazie all’attenzione nei confronti di patrimoni che possono contribuire a creare diverse opportunità per il turismo pugliese.

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