Presentata dall’on.le Alessio Villarosa, M5S, un’interrogazione parlamentare, per fare chiarezza sulla massiccia presenza di amianto nelle caserme della Guardia di Finanza. Il Movimento dei Finanzieri Democratici nel ringraziare l’intervento di Villarorsa, stigmatizza il comportamento tenuto fino a oggi dai vertici della del corpo, i quali si sono sottratti a tutte le richieste provenienti dall’associazione. Per molti anni l’associazione ha denunciato, con articoli di stampa, comunicati e interviste televisive, una situazione insostenibile, senza per questo essere mai stati ascoltati da dai vertici.
I Finanzieri Democratici, sia come militari, sia come comuni cittadini, si dicono sconcertati, indignati e scandalizzati per quanto è avvenuto di recente a Fasano (BR) ma soprattutto per il numero elevato di personale del Corpo finito nei Registri Regionali degli esposti all’amianto o tra gli iscritti nei Registri dei mesoteliomi. I Comandi del Corpo, lamentano i finanzieri, hanno evitato ogni offerta di collaborazione da parte dei militari esposti, nonostante i certificati di esposizioni all’amianto rilasciati dalle Aziende Sanitarie Locali.
I Finanzieri Democratici chiedono che venga fatta piena luce sulle bonifiche effettuate con enormi ritardi rispetto alla legge n. 257/1992, ritardi che, forse, hanno compromesso la vita di chi ha prolungato la sua esposizione professionale nelle caserme, sugli elicotteri o in altri luoghi di servizio compromesso dall’amianto. Dato il lungo periodo di latenza delle patologie asbesto correlate (tumori al colon, alla laringe, alle altre vie respiratorie, ai polmoni), un picco massimo è previsto tra il 2018 e il 2020, secondo l’anatomopatologo Claudio Bianchi di Monfalcone.
Antonio Dal CinPer i Finanzieri democratici è necessario fare in fretta e fare anche bene ma, soprattutto, è necessario predisporre un’adeguata sorveglianza sanitaria, già prevista dalla legge ma mai eseguita e poi sanzionare chi fino ad oggi ha sottovalutato il problema. Per questo motivo, i militari chiedono che il compito di vigilanza sanitaria sia affidato a un commissario ad acta nominato per la circostanza dal ministro delle Finanze, cui chiedono anche di fare chiarezza nella vicenda anche se vi sono coinvolti soggetti delle istituzioni.
Si allega alla presente una lettera scritta al Comandante Generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, che ha recentemente ammesso la presenza di amianto all’interno di numerose caserme e ha dato inizio all’attività di bonifica, da Antonio Dal Cin, finanziere riformato perché ammalato gravemente a causa dell’esposizione all’amianto, nel corso del servizio prestato in Veneto, in Friuli Venezia Giulia e a Sabaudia, assistito dall’Osservatorio Nazionale Amianto.


