
I nuovi dati del progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS con la supervisione scientifica dell’Università di Pavia: per l’89% degli insegnanti, aiutare i bambini a comprendere il legame tra ambiente e benessere personale è parte del compito educativo della scuola
Per molti insegnanti, parlare di ambiente significa oggi aiutare bambine e bambini a capire cosa sta accadendo intorno a loro, ma anche come reagire senza sentirsi impotenti. È questo il quadro che emerge dai nuovi dati del progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS con la supervisione scientifica dell’Università di Pavia.
La prima indagine dedicata all’eco-ansia nei bambini, condotta nel 2024 dall’Università di Pavia su un campione di circa 1.000 bambini tra i 5 e gli 11 anni attraverso una survey CAWI, nell’ambito del progetto “A scuola di Acqua – Sete di Futuro”, aveva evidenziato una preoccupazione molto diffusa per il futuro dell’ambiente da parte del 95% degli alunni, accompagnata da segnali di impatto emotivo per il 40% di loro, ma anche da un forte senso di responsabilità (95,6% del campione) e dalla fiducia di poter contribuire al cambiamento (97,2% dei bambini).
Con la nuova ricerca condotta durante l’anno scolastico appena concluso, il progetto ha approfondito il punto di vista degli insegnanti grazie ad un corso di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e attraverso l’esperienza d’uso di un toolkit didattico su natura, sostenibilità, emozioni e cura dell’ambiente sviluppato ad hoc.
Ambiente e benessere entrano nella missione educativa della scuola
Dopo aver indagato la preoccupazione dei bambini per il futuro dell’ambiente, la nuova indagine, che ha coinvolto 20 scuole sul territorio nazionale per un totale di 55 insegnanti e 920 alunni fra gli 8 e 12 anni, sposta l’attenzione sulla risposta educativa. Secondo il report preliminare A Scuola di Acqua 2026, l’89% degli insegnanti considera prioritario aiutare i bambini a comprendere il legame tra ambiente e benessere personale; per il 78% dei docenti, inoltre, le attività pratiche sulla natura e sulla cura dell’ambiente dovrebbero entrare nella routine scolastica. Il dato suggerisce che, per molti insegnanti, l’educazione ambientale non è più percepita come un contenuto aggiuntivo. È piuttosto un’area in cui si intrecciano conoscenze scientifiche, competenze emotive, comportamenti quotidiani e cittadinanza.
Formare gli insegnanti per parlare di clima senza catastrofismo
Il campione preso in esame è composto in larga parte da insegnanti con elevata esperienza professionale: circa 3 intervistati su 4 dichiarano più di dieci anni di attività. Questo elemento è importante perché le valutazioni raccolte arrivano da professionisti abituati a confrontarsi quotidianamente con la complessa la realtà della scuola.
Nell’ambito del progetto, sono stati proposti dei webinar formativi per gli insegnanti, giudicati “molto positivi” o “positivi” da quasi l’85% dei partecipanti, che ne hanno apprezzato il contributo nel fornire idee concrete per portare natura e sostenibilità nella routine scolastica. Il dato più significativo riguarda la motivazione, da parte degli insegnanti, a promuovere pratiche di educazione ambientale e sostenibile (con una media di 6,18 su 7) e l’acquisizione di strategie per parlarne in modo positivo.
Dal toolkit più partecipazione, empatia e collaborazione
Il toolkit sperimentale utilizzato nelle classi ha ricevuto una buona accoglienza. Secondo gli insegnanti, il risultato più evidente riguarda la partecipazione dei bambini: l’84,9% rileva un grande entusiasmo nelle attività sulla consapevolezza ambientale. Il 78,8% osserva una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi; il 75,8% segnala una maggiore collaborazione nei lavori di gruppo a tema ambientale; il 72,8% riferisce una crescita della curiosità verso la natura e la connessione con la salute personale. Questi dati indicano che le attività non agiscono soltanto sul piano delle conoscenze. Gli insegnanti riferiscono cambiamenti anche nel modo in cui i bambini partecipano, collaborano, osservano l’ambiente e ne parlano. In questo senso, la sostenibilità viene trattata come esperienza concreta, non solo come argomento teorico.
Anche per questo il progetto risulta anche altamente raccomandabile: il 97% degli insegnanti consiglierebbe il progetto e l’utilizzo del kit ad altri docenti. La nuova sfida: portare il progetto nella routine della scuola.


