
Coldiretti Puglia: infezione avanza inarrestabile con 426 nuove piante infette. Le imprese agricole facciano gli espianti
Sembrano avanzare di pari passo in Puglia coronavirus e Xylella, con danni incalcolabili in entrambi i casi. E in entrambi i casi le parole usate sono le stesse: contagio, infezione, casi positivi. Un bollettino di guerra che nelal regione si aggiunge a qyello già fin troppo ricco dei contagiati da COVID 19.
L’avanzata della Xylella è ormai inarrestabile e colpisce altre piante in Puglia, in totale 426 nuove piante positive, di cui 404 olivi, 16 piante di lavanda, 5 oleandri ed 1 mandorlo. I dati vengono da Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi condotte sul materiale vegetale campionato e pubblicati su InfoXylella.
Il bollettino del contagio

I nuovi positivi interessano quasi esclusivamente la provincia di Brindisi (419), tranne 7 in provincia di Taranto, rileva Coldiretti, con ben 295 ulivi in provincia di Brindisi in agro di Carovigno, mentre 101 piante, inclusi lavande, oleandri e il mandorlo, sono ad Ostuni, 20 a Ceglie Messapica e 3 a Francavilla Fontana, mentre nel tarantino 2 sono in agro di Taranto e 5 a Monteiasi. Da segnalare un focolaio in pieno centro della zona industriale di Ostuni dove, insieme ad alcuni olivi si sono infettate, tutte nella stessa aiuola, ben 16 piante di lavanda e 5 di oleandro, mentre a preoccupare – aggiunge Coldiretti Puglia – è la crescente numerosità di ulivi infetti nella Piana degli ulivi monumentali.
«Carovigno e Ostuni sono la nuova Oria con una pressione fortissima della malattia. Se gli espianti in questi anni fossero stati immediati, sarebbero stati estinti tempestivamente i focolai attivi che hanno continuato ad infettare piante, ulivi e non solo. Gli agricoltori vivono un periodo di forte criticità, tra l’avanzata della Xylella e le crisi di mercato causate dall’emergenza Coronavirus. E’ evidente l’urgenza di procedere con tempestività agli espianti delle piante infette per estinguere i focolai e arginare la progressione della malattia che continua ad avanzare», dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Coldiretti: sì agli espianti da imprese agricole certificate
Gli espianti potrebbero essere effettuati- proprio per attivare le misure di contenimento imposte dalla Comunità europea, dalle imprese agricole, in possesso di requisiti e attrezzature specifiche, per poter svolgere le attività di espianto. Si potrebbe creare per l’occasione un apposito elenco in deroga al codice degli appalti, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 228/2001 recante “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art. 7 della legge 5/03/2001 n. 57.
«Al contempo il sistema dei monitoraggi e dei campionamenti va potenziato perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici», aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni. «Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione. Va rifinanziata nel 2020 l’attività di monitoraggio dell’insetto vettore – ha aggiunto il direttore Piccioni – strumento essenziale per tracciare il percorso e lo stato di avanzamento degli stadi di vita della ‘sputacchina’ e rendere maggiormente efficaci le ‘buone prassi’ in agricoltura».


