Friday for future: gli studenti di Taranto ci sono!

Venerdì 6 ottobre, sciopero in tutte le piazze d'Italia per l'emergenza climatica organizzato da Fridays for Future

L’appello di una studentessa di un liceo di Taranto per Friday for future, la manifestazione per il clima che coinvolgerà gli studenti di tutto il mondo.

Friday for future: “Non è questo il futuro che mi appartiene”

Venerdì 15 marzo gli studenti di tutte le scuole del mondo sfileranno nelle loro città per Friday for future, l’evento a sostegno della tutela del clima nato dalla caparbia protesta della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg.

Da mesi Greta alle lezioni in classe preferisce il sit-in davanti alla sede del Parlamento a Stoccolma, per richiamare non solo il suo Governo, ma tutti i grandi della Terra a prendere una buona volta decisioni serie per salvare il pianeta dalla catastrofe del riscaldamento globale.

greta friday for futureIl movimento si è ormai esteso a macchia d‘olio; a Greta si sono uniti decine di studenti che ogni venerdì insieme a lei sono la testimonianza vivente della necessità urgente di non stare con le mani in mano, e da settimane gli studenti di Bruxelles sfilano per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiarire che il disinteresse verso i problemi climatici del pianeta si rovescerà sulle prossime generazioni.

Anche in Italia Friday for future sta raccogliendo le adesioni di molte scuole; allo sciopero globale del clima hanno dato la loro adesione oltre cento città. E in Puglia particolarmente significativa è la partecipazione degli studenti di Taranto, più che mai martoriata anche dai veleni di tante verità non dette.

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A Taranto la “marcia globale per il clima” si svolgerà venerdì mattina, 15 marzo, con il concentramento all’Arsenale alle ore 9:00 e ad arrivo in piazza della Vittoria entro le 13:00, fatto salve le dovute autorizzazioni, e sarà un corteo senza bandiere di partiti. Per raccontare lo spirito con cui i millennials affrontano questo appuntamento, Ambient&Ambienti raccoglie e diffonde l’appello di Caterina, una studentessa del liceo Arisosseno di Taranto.

Friday for future: Qual è davvero il futuro che mi appartiene?

«Sono Caterina, sono una studentessa del liceo Aristosseno, a Taranto,  e sono grande abbastanza per prendere delle decisioni e rendermi conto che ogni scelta che faccio muove gli ingranaggi di un sistema più grande, di cui ognuno di noi fa parte. É difficile pensare ad una scelta che non comporti una reazione. 

«Sono Caterina e sopravvivo a Taranto, una città difficile da amare perché la sua bellezza è soffocata dal fumo delle grandi fabbriche che, presentate come opportunità, si sono rivelate una “minaccia esistenziale” che ha sottratto il futuro a centinaia di persone che avevano come me, come qualsiasi altra persona, tutto il diritto di vivere. Non era questo il futuro che avevano immaginato di subire. Non è questo il futuro che mi appartiene.

«Sono Caterina e sono cittadina del mondo. Un mondo che non è quello che avevo immaginato di abitare, perché altri, prima di me, sono stati incapaci di custodirlo. Un mondo che hanno distrutto e che hanno sfruttato fino all’esaurimento. E adesso stiamo subendo sulla nostra pelle le conseguenze di azioni compiute da una generazione che non ha saputo scegliere con coscienza. “La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema” 

« «E mi rivolgo ai miei compagni: qual è il futuro che ci appartiene? Cosa realmente ci stiamo preparando ad affrontare?»

«C’è un tempo in cui bisogna riflettere, per arrivare ad una scelta dalla quale far partire un’azione per cambiare questo sistema. É questo il momento del cambiamento, è adesso il tempo in cui sento il bisogno e chiedo il sostegno dei docenti, dirigenti scolastici, mamme e papà. È a voi che rivolgo il mio appello e la richiesta del vostro supporto e della vostra partecipazione.

«Venerdì, 15 marzo scelgo di scioperare per il futuro del mondo, per il mio futuro, per il futuro che ci stanno rubando. Non c’è più tempo, i cambiamenti climatici sono già in atto e lo vedano tutti i giorni. É già tardi. E qui stiamo soffocando, qui stiamo annegando. Il respiro comincia a mancare.

«Alla domanda: “ma c’è davvero bisogno di saltare la scuola?”, la risposta è: “A cosa ci serve l’istruzione  se non avremo un futuro?

«E mi rivolgo ai miei compagni: qual è il futuro che ci appartiene? Cosa realmente ci stiamo preparando ad affrontare? Un futuro oscuro? Precario? Soffocato? Sommerso? È tardi ragazzi, ma forse possiamo ancora evitare il punto di non ritorno. Bisogna agire, adesso!»

 

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