Il tanto atteso risultato del G7 sul clima è stato raggiunto: contenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi centigradi. I sette grandi della Terra, riuniti nei giorni scorsi nel castello di Elmau, in Baviera, hanno raggiunto l’accordo, nonostante la ritrosia di Giappone e Canada.
Inoltre, i sette capi di stato e di governo, su richiesta della cancelliera tedesca Angela Merkel, il cui desiderio era di ottenere un fronte unito in vista della COP21, la conferenza sul clima che si terrà a Parigi a dicembre, si sono anche impegnati a “fare la loro parte per arrivare a un’economia globale che a lungo termine non consumi eccessivo carbonio” – è scritto nel comunicato ufficiale del summit -, quindi a provvedere, entro il 2050, a una riduzione dal 40% al 70% delle emissioni rispetto a quelle del 2010.
Tuttavia, in un anno critico per il cambiamento climatico, la riunione del G7 si è conclusa con importanti segnali politici ma pochi impegni concreti da parte dei Paesi che ne fanno parte, sottolinea il WWF. «Il cammino tracciato è corretto ma più velocità, ambizione e azioni specifiche sono necessarie», commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia dell’associazione ambientalista.
Con l’accordo globale sul clima che dovrebbe essere ratificato alla COP21, il G7 era sotto pressione per mostrare un avanzamento sulla questione; «anche se non ci sono azioni specifiche e dettagliate – continua Midulla -, dopo questo incontro è chiaro che i giorni dei combustibili fossili e dell’inquinamento da carbonio sono contati».
Sarà necessario, però, fare molto di più per evitare che il cambiamento climatico raggiunga i livelli più pericolosi. «C’è solo un modo per raggiungere questo obiettivo – aggiunge la responsabile del WWF – : uscire dai combustibili fossili nel più breve tempo possibile, passare alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica».
Angela Merkel, inoltre, nel corso della conferenza stampa finale del summit, ha anche assicurato che il G7 farà rispettare l’impegno di lungo termine ottenuto a Copenaghen nel 2009 di costituire un fondo da 100miliardi di dollari per una più ampia diffusione delle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa.
«Il G7 ha riconfermato l’impegno di 100miliardi dollari e ha detto che si è sulla buona strada per raggiungerlo. Questo non è sufficiente. Cinque anni dopo questo impegno, si sono visti impegni per poco più di 10miliardi di dollari. Ci sarebbe piaciuto che il G7 fornisse la certezza sui finanziamenti, perché questa è una delle chiavi dell’accordo a Parigi a dicembre», conclude Midulla.


