Il fermo pesca in vigore dal 2023. Chiesta audizione in Commissione pesca per valutare azioni di ripopolamento e controlli. Ci sono le risorse per il ristoro dei pescatori e una campagna di comunicazione
“Serve un ‘tagliando’ alla Legge regionale sul fermo pesca triennale dei ricci di mare, in vigore in Puglia dal 5 maggio 2023” A chiederlo alla Commissione Pesca per una prossima audizione, è il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro.
Pagliaro, che è ne è stato relatore definisce la legge approvata il 28 marzo ed entrata in vigore il 5 maggio 2023, “una legge guardata come esempio virtuoso da altre Regioni, che fu approvata dall’intero Consiglio, dopo averla condivisa con mondo scientifico, pescatori e ristoratori. L’obiettivo è favorire il ripopolamento dei ricci a rischio estinzione, dalla cui presenza dipende l’equilibrio dell’ecosistema marino. I ricci sono veri e propri ‘spazzini del mare’ perché ripuliscono i fondali da sedimenti e alghe, e con il loro movimento contribuiscono alla formazione del paesaggio marino”.

La legge però è in dirittura di arrivo perché scadrà tra meno di due mesi, per cui per Pagliaro è necessario valutarne gli esiti e varare un’eventuale proroga, visti gli effetti positivi emersi dai monitoraggi effettuati nel 2025 dal dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento nell’ambito del progetto regionale ‘Il Pescatore Ecologico’, che vedeva tra i protagonisti anche Arpa Puglia.
Ristori ai pescatori ma non solo
L’audizione in Commissione Pesca, per la quale Pagliaro richiede la presenza dell’assessore all’Agricoltura, Sviluppo rurale, Caccia e Pesca, Pesca Francesco Paolicelli, dei funzionari regionali competenti, insieme al professor Stefano Piraino, direttore del dipartimento di UniSalento che ha condotto il progetto di ricerca, e al responsabile del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia, Nicola Ungaro, per Pagliaro è funzionale a programmare una fase 2 della legge, ma non solo. “Chiediamo che i pescatori con licenza siano ristorati sin da subito e siano coinvolti nel nuovo piano di monitoraggio e ripopolamento”, spiega Pagliaro, che interviene anche sulla necessità di mettere sul tavolo risorse specifiche per intensificare l’azione di controllo e repressione delle forze dell’ordine impegnate a far rispettare il divieto di pesca dei ricci, che in questi tre anni ha portato a numerosi e ingenti sequestri e sanzioni.
Pagliaro chiede anche di finanziare e realizzare la campagna di informazione e sensibilizzazione a tappeto contro la pesca illegale, prevista ma inattuata. Anche in questo caso il capogruppo di Forza Italia ha la soluzione: “la Regione potrebbe attingere alle risorse Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (che per la Puglia ammonta a 9 milioni di euro) per finanziare con circa 900mila euro (300mila per tre anni), tramite affidamento diretto, il progetto di ricerca e monitoraggio di UniSalento, che prevede l’individuazione di un sito idoneo e il coinvolgimento del Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Bari, di Arpa Puglia e dei pescatori con licenza, insieme a Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza”.


