
Ci può essere design innovativo e risparmio energetico nell’arredamento del XXI secolo?
Un occhio all’ecodesign e un occhio all’ambiente. La filosofia dell’economia circolare passa anche da qui. Solo attraverso approcci responsabili si possono ridurre i rifiuti, limitare l’uso di risorse non rinnovabili e proteggere l’ambiente. Se ci riconosciamo in questo mantra, dovremmo tenerlo a mente anche mentre arrediamo casa.
La diffusione delle tematiche ambientali e la ricerca di uno stile di vita più sostenibile hanno dato la spinta all’innovazione e sono sempre più le aziende di arredo a proporre soluzioni guidate dall’ecodesign. Le proposte vanno oltre il semplice impiego di materiali naturali e si focalizzano su numerosi aspetti della filiera produttiva, come ridurre gli sprechi, l’inquinamento e le emissioni di CO2. C’è un nuovo approccio mirato alla circolarità.
Nuovi arredi dal design innovativo figli del riciclo

E’ la percezione che si ha visitando le grandi rassegne di settore (l’ultima è Casaidea 2025 fino al 30 marzo alla Fiera di Roma), dove i mobili sono realizzati con legni provenienti dalle “foreste urbane”, ovvero i centri di raccolta presenti in Italia e tutta Europa, dove viene recuperato il legno che viene dismesso da case, uffici e attività quotidiane. La materia prima è ricavata da un processo produttivo virtuoso che si basa sull’utilizzo del legno post-consumo, come quello dei mobili vecchi, delle cassette della frutta o dei pallet, per dare vita a pannelli ecologici. E’ un perfetto esempio di upcycling: il rifiuto viene trasformato in un bene di valore che può essere rigenerato in un ciclo infinito, nell’ottica dell’economia circolare.
Tessile “circolare”, si può fare
Anche tessili o i materassi possono essere un esempio di transizione da un’economia lineare (produco e smaltisco) ad un’economia circolare (produco, rigenero, riproduco). All’interno di percorsi aziendali volti al recupero o al riciclo delle materie prime usate, ci sono prodotti che la quasi totalità dei materiali impiegati sono riciclabili: tessuti e imbottiture vengono recuperati, separati per tipologie e poi sottoposti a lavaggi e lavorazioni meccaniche che ne permettono una nuova vita. A ogni kg di materiale recuperato corrispondono circa 3 mt di nuovo tessuto rigenerato. Non solo: negli ultimi anni, la crescente attenzione verso la sostenibilità ha portato all’innovazione nel settore dei materiali, dando vita a polimeri espansi realizzati con sostanze più ecologiche, come l’acqua e gli oli vegetali. Questi nuovi materiali non solo offrono prestazioni competitive rispetto ai polimeri tradizionali, ma contribuiscono anche a ridurre l’impatto ambientale in quanto biodegradabili e riciclabili in modo efficiente. Anche una volta giunti a fine vita, possono essere trasformati in nuovi prodotti mediante processi di riciclo meccanico o chimico, riducendo così il volume di rifiuti destinati alle discariche.
Altro focus riguarda il recupero funzionale di oggetti che vengono recuperati dal passato per diventare nuovi articoli di design come gli amplificatori audio ad alta fedeltà realizzati con tubi termoionici, comunemente chiamati valvole, degli anni ’50: unendo passato e presente, il dispositivo realizzato con tecnologia vintage, mostra il suo design in una cornice dorata rappresentando esso stesso un’opera d’arte.
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Sicurezza, efficienza e sostenibilità: le nuove esigenze abitative
Secondo Homeservatory, il trend report della casa in Italia 2025 di Leroy Merlin, il modo di vivere la casa tiene sempre più conto di sicurezza, efficienza e sostenibilità, temi sempre più sentiti tra la popolazione, soprattutto tra le nuove generazioni.
Se da un lato cresce il senso di instabilità (il 59% degli intervistati è preoccupato per l’aumento dei prezzi, il 30% per le conseguenze del cambiamento climatico e altrettanti per la salute. Anche il quadro economico presenta alcune sfide, con il 64% che fatica a gestire le bollette e oltre l’80% che avverte il rincaro dei beni alimentari) dall’altro ne risente il concetto di casa, che diventa:
- un’isola dove sentirsi protetti (53%)
- un rifugio sicuro che rappresenta famiglia e relazioni (49%)
- sinonimo di comfort e benessere (48%)
- un’estensione della propria identità personale (30%)
- è caratterizzata dalla funzionalità ovvero il prevalere dell’organizzazione sull’estetica, che rende l’abitazione più confortevole (26%)
Le percezioni peraltro cambiano in riferimento alla fascia demografica a cui si fa riferimento:
- Per la GenZ la casa ha maggiormente valori pratici, di funzionalità per rispondere alle esigenze quotidiane in modo efficiente rispetto al totale del campione (+5%).
- I Millennials la interpretano come un’estensione della propria identità, un luogo dove esprimere sé stessi e la propria creatività (+3%).
- Per la Generazione X, invece, la casa è relazione: un punto di riferimento per la famiglia e la socialità (+4%).
- Per i Baby Boomers, rappresenta il simbolo del comfort e del benessere, un rifugio dove godersi la serenità conquistata nel tempo (+6%).
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Il concetto di smart home sta cambiando

Accanto a queste diverse visioni dell’abitare, si ridefiniscono le priorità domestiche: efficienza energetica, riduzione degli sprechi e soluzioni sostenibili non sono più solo scelte etiche, ma necessità concrete per ottimizzare i consumi e ridurre i costi. In tema di home improvement:
- il 37% degli italiani chiede ai brand di oggi di rendere la casa più efficiente dal punto di vista energetico,
- il 30% esprime necessità di organizzare gli spazi al meglio, esigenza dettata da metrature di case più limitate e diversificazione delle attività nell’ambiente domestico, come lo smartworking.
- Infine il 20% chiede, in generale, soluzioni per avere una casa più sostenibile.
Anche il concetto di smart home sta cambiando. Se in passato era associato principalmente a domotica e innovazione, oggi si sposta sempre più verso una dimensione etica, legata a risparmio energetico e sostenibilità. Per molti italiani, una casa è “intelligente” non solo se è tecnologicamente avanzata, ma soprattutto se consente di ottimizzare i consumi, ridurre gli sprechi e abbattere i costi.
Questa evoluzione rappresenta nuovi temi chiave associati alla casa del futuro: semplificare la vita quotidiana, migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale.
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Efficienza e risparmio prioritari nelle scelte abitative
L’Homeservatory Leroy Merlin racconta come cresce l’attenzione verso soluzioni che migliorano le prestazioni energetiche della casa, riducendo gli sprechi e i costi di gestione. Interrogati sulle prospettive di una futura casa ideale, gli Italiani si dichiarano d’accordo sulla possibilità di risparmiare grazie a:
- Infissi (83%), per un maggiore isolamento termico, riducendo gli sprechi energetici e aumentando il comfort abitativo.
- Sistemi di produzione di energia rinnovabile quali pannelli solari, per il 79% degli italiani potrebbero essere utili per risparmiare, riducendo la dipendenza da fonti energetiche tradizionali.
- Riuso e rigenerazione: il 71% delle persone esplora il mercato dell’usato e dei prodotti rigenerati, una tendenza in crescita che unisce sostenibilità e risparmio economico.
La tendenza è quella verso un abitare più consapevole e sostenibile:
- l’82% degli italiani si dichiara d’accordo nello scegliere materiali riciclati e più sostenibili per arredare la propria casa;
- l’81% è concorde nel vantaggio di utilizzare il fai-da-te per dare nuova vita a mobili e accessori, riducendo il consumo di nuove risorse e anche i costi.
- il 77% degli intervistati si aspetta che i brand non si limitino a proclami sulla sostenibilità, ma integrino realmente questi valori nei propri modelli di business.
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Home Index per scelte più consapevoli

In questo contesto e in risposta alle esigenze degli italiani di fare scelte più responsabili, Leroy Merlin ha introdotto Home Index come indicatore che valuta l’impatto ambientale e sociale dei prodotti venduti ma che è stato creato anche con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della sostenibilità.
L’indicatore valuta l’impatto ambientale e sociale di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita, con un punteggio che parte da “A” per i prodotti con la valutazione migliore da un punto di vista di sostenibilità, fino ad “E”. Il sistema di valutazione, la cui metodologia è stata certificata da un ente terzo, si basa su 31 criteri e 8 pilastri, di cui 6 relativi al ciclo di vita del prodotto e 2 legati ad aspetti sociali ed etici. A ciascuna categoria viene attribuito un punteggio da 0 a 100, che viene successivamente aggregato in un unico punteggio complessivo. Più il punteggio complessivo si avvicina a 100, migliore sarà l’impatto positivo sull’ambiente e sulle persone.
I pilastri dell’abitare sostenibile
Sono 8 i pilastri per valutare l’impatto ambientale e sociale:
- Materie prime: i prodotti realizzati con materiali riciclati, di origine biologica o certificati ottengono un punteggio più alto.
- Produzione: vengono premiate le condizioni di produzione che rispettano l’ambiente.
- Trasporti: meno CO2 viene generata durante il trasporto del prodotto, più alto sarà il suo punteggio.
- Fase d’uso: i prodotti che riducono il consumo di acqua ed energia durante il loro utilizzo ricevono un punteggio più elevato.
- Riparabilità e durabilità: i prodotti durevoli e facilmente riparabili sono favoriti dal sistema di valutazione.
- Fine vita: i prodotti con imballaggi e materiali principali riciclabili ottengono un punteggio più alto.
- Salute: i prodotti che contengono meno sostanze potenzialmente dannose per l’uomo o per l’ambiente ricevono un punteggio più elevato.
- Etica della produzione: le condizioni di produzione che rispettano le persone sono premiate con un punteggio più alto.


