3mila ricci sequestrati in 20 giorni

Nonostante il divieto di pesca per il bene dell’ecosistema e della specie, in Puglia continua la mattanza

 

Dopo quasi 3 anni di divieto di pesca in Puglia di ricci di mare, per garantire il ripopolamento di questa specie ittica a rischio di estinzione nelle nostre acque, c’è ancora qualcuno che continua a pescarli.

Il mese di febbraio è il primo mese dell’anno che, a causa della maturazione degli esemplari, vede riacutizzarsi il fenomeno della pesca illegale del riccio di mare e della sua commercializzazione abusiva, in spregio di tutte le normative poste a difesa dell’ambiente e della salute pubblica.

Solo a febbraio, i militari della Stazione Navale di Bari, sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, hanno monitorato costantemente i tratti costieri di competenza, eseguendo otto diversi interventi volti al contrasto di questo fenomeno illegale.

L’attività di servizio dei finanzieri di mare ha consentito di sequestrare oltre 3mila esemplari di riccio di mare che sono stati reimmessi in mare, limitando così l’impatto che il loro prelevamento illecito avrebbe comportato sull’ecosistema marino.

Nei confronti dei responsabili sono state elevate sanzioni amministrative per complessivi 16.000 euro.

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