
Agricoltura e agroalimentare. In flessione, invece, il vino. Ciò è dovuto alle chiusure imposte dalla pandemia. Per Coldiretti servono misure immediate per aiutare il settore
Nonostante il Covid, nel 2020 la Puglia ha avuto un aumento dell’export. Si tratta del 18,8% per i prodotti dell’agricoltura e del 3,8% per l’agroalimentare. Solo il vino ha avuto un calo del 10,6%. A confermarlo, i dati della Coldiretti Puglia, sulla base dell’analisi dei dati ISTAT.
Le chiusure natalizie hanno fanno registrare un crollo del 38% di vino e spumante, per una perdita complessiva di quasi 230 milioni di euro. La Puglia registra una frenata anche dell’export con un calo dello 0,2% in valore nei primi sei mesi del 2020 con una storica inversione di tendenza, considerato che fino a marzo le esportazioni dei vini pugliesi segnavano +20% rispetto allo stesso periodo del 2019.
“Il successo dei vini di Puglia è il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone – aggiunge Coldiretti Puglia – passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – insiste Coldiretti Puglia – il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione.”.
Intanto, la Coldiretti in tutta Italia sta investendo sulla campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti, ma serve anche sostenere le imprese con massicci investimenti pubblici e privati per riprendere le esportazioni, con il vino che rappresenta un elemento di traino dell’intero Made in Italy sui mercati mondiali.


