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Voragine a Firenze: si poteva evitare?

«Quasi sicuramente è un fenomeno legato alle infrastrutture idriche. In Italia il problema c’è perché siamo in presenza di una rete fatiscente che risale a parecchi decenni fa».  Lo ha dichiarato a caldo Alessandra Biserna , Consigliere Nazionale dei Geologi commentando quanto accaduto la scorsa notte a Firenze, quando sul Lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie,  si è aperta una voragine lunga 200 metri e larga 7. La causa della voragine, che fortunatamente non ha causato vittime, è la rottura di una conduttura dell’acquedotto larga 70 cm.

La voragine sul Lungarno Torrigiani a Firenze (foto ANSA / Maurizio Degl'Innocenti)

La voragine sul Lungarno Torrigiani a Firenze (foto ANSA / Maurizio Degl’Innocenti)

Publiacqua, l’azienda della fornitura dell’acqua a Firenze, dovrà spiegare perchè quella conduttura si è rotta. Intanto migliaia di persone sono senz’acqua e il danno stimato è di almeno 5 milioni di euro. Sotto controllo ora è una spalletta sull’Arno costruita nel 1820 e che ha resistito anche all’alluvione del ’66. Ora quella spalletta si è “spanciata” di circa 2 metri, ma sembra dover reggere, anche perchè il livello dell’Arno è basso.

«Le misure che si  stanno adottando in queste ore sono necessarie – continua  la Consigliera Biserna, che si trova sul posto per seguire la situazione –  anche perché gli effetti potrebbero essere preoccupanti per le infrastrutture che sono intorno . La domanda che mi pongo è se fosse stato tutto evitabile. Magari qualche avvertimento potrebbe esserci stato in questi giorni. I dati riguardanti la rete idrica in Italia parlano chiaro  con  le perdite della rete idrica che causano in Italia un costo industriale di almeno 200 MLN di euro all’anno.  Ogni anno  registriamo perdite della rete idrica superiori al 35%».

Duro il Presidente Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto . «La scarsa manutenzione è un problema atavico nel nostro paese e bisognerebbe prestare più attenzione. Se da un lato è  comunque da accertare nella fattispecie se si è trattato solo di scarsa o cattiva manutenzione  – conclude Peduto – o anche di altro, andrebbero anche individuati i punti particolarmente sensibili della rete da sottoporre a controllo continuo e monitoraggio strumentale. E una situazione come quella di questo tratto del Lungarno rappresenta sicuramente un’area sensibile».

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