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V Conto Energia. Le reazioni tra polemiche, proroghe e malcontenti

Il decreto attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (GU 159 del 10/07/12 Suppl. Ord. 143) ed entrerà in vigore il prossimo 27 agosto.

Il testo definitivo conferma un finanziamento che tocca i 6 miliardi di euro ma la normativa, nata tra polemiche, incertezze e molte critiche (leggi la prima parte e la seconda parte dei commenti al testo) continua ad apparire instabile anche a causa del susseguirsi di aggiornamenti, proroghe e modifiche.
In due anni si sono avvicendati ben tre diversi conti e il V Conto energia non è stato accolto con entusiasmo dalle associazioni di categoria che rappresentano le aziende che operano nel campo del fotovoltaico.
Il V Conto Energia in breve – Il Decreto interministeriale del 5 luglio 2012 “Attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo 3 marzo

Secondo gli operatori del settore le tariffe previste in funzione dell'installato sono troppo alte

2011 n. 28 recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari  fotovoltaici introduce novità importanti nella versione definitiva del provvedimento e cioè: un incremento del tetto incentivi complessivo pari 300 milioni di euro all’anno per un totale di 5,8 miliardi di euro all’anno. L’altra novità riguarda la transizione progressiva dal meccanismo dei Certificati Verdi al nuovo regime, per gli impianti che entreranno in esercizio entro il 30 aprile del 2013 e 30 giugno 2013 per quelli alimentati da rifiuti.
Inoltre non si dovrà più passare attraverso il meccanismo delle aste per accedere agli incentivi. Cambiano anche le soglie di potenza massima: 60 kW per gli impianti eolici e quelli ad energia marina, 50 kW per gli impianti idroelettrici, 200 kW per gli impianti alimentati a biomassa e 100 kW per gli impianti alimentati a biogas di potenza.Il sistema definito dai nuovi decreti rinnovabili 2012 entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico. Per quest’ultimo è previsto un periodo transitorio di 4 mesi, giudicato però troppo breve dalle associazioni di categoria.

Le reazioni – Cominciamo da quella di Alessandro Cremonesi,presidente del Comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane).

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane).

«Il decreto – dice –  arriva in ritardo e non rasserena l’orizzonte del settore», è una firma che arriva tardi per un comparto in cui «le nostre imprese stanno soffrendo gravi e acuti problemi derivanti dalle reiterate turbative di mercato poste in essere dalle industrie cinesi e sono quindi arrivate ad uno stato di sfinimento economico e finanziario».
La crisi dell’indotto infatti in meno di due anni ha avuto come risultato l’acquisizione da parte di una joint venture russo-cinese di una delle aziende leader in Italia ma costrette alla liquidazione. L’altra azienda invece ha chiuso la produzione. «Il premio Made in Europe che abbiamo richiesto a gran voce e che ha trovato consenso tra i rappresentanti – prosegue nella nota Cremonesi – della Conferenza Unificata è stato rivisitato al ribasso dal Governo con il reale pericolo che, ai livelli attuali, non sia neppure efficace per salvare l’industria italiana, il suo potenziale di sviluppo economico e occupazionale»’.

Valerio Natalizia

E c’è anche il commento di Averaldo Farri, consigliere delegato Power-One. In linea con quanto affermato da Cremonesi, Farri sottolinea gli elementi critici del V Conto Energia che «nonostante le rassicurazioni che provengono dal Ministero per lo Sviluppo Economico, causerà serie conseguenze per le industrie e per tutti gli operatori del settore fotovoltaico italiano». Criticità che potrebbero essere sanate o rese meno pesanti se sarà lasciato aperto «uno spiraglio ad un cambiamento della regola del registro nel caso in cui, passati tre mesi dal varo del decreto, si vedesse che il settore si ferma».Per dare sprint al settore, aggiunge Farri «sarebbe stato sufficiente ridurre le tariffe previste dal IV Conto Energia, in funzione dell’’installato. Quel sistema avrebbe spinto il settore velocemente verso la grid parity ed avrebbe permesso di identificare il punto di equilibrio fra incentivi ed installato in modo da dare stabilità al mercato».
Non usa mezzi termini Valerio Natalizia, Presidente Gifi-Anie il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane che fa capo alla Federazione Anie – Confindustria. «L’imposizione del registro, il contingentamento delle risorse disponibili e la non adeguata gestione dei tempi di emanazione del Decreto – ha dichiarato in una nota – hanno come effetto quello di imbrigliare il mercato e renderlo accessibile a pochi, aumentare la burocrazia e l’incertezza nonché generare un effetto boomerang sui costi legati all’incentivazione  e – sostiene -il Quinto Conto Energia è una legge punitiva che contingenta il mercato fotovoltaico senza dare il giusto slancio per raggiungere la piena competitività del settore».
L’annuncio “prematuro”, ha confermato Natalizia, del cambiamento normativo ha innescato la corsa all’installazione, «testimoniata anche dal contatore del Gse e quindi all’aumento degli incentivi erogati, che di fatto vanifica quelle che sono le intenzioni del nuovo Conto Energia. Il rischio è che la legge entri in vigore quando il limite dei 6 miliardi sarà ampiamente superato».

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