V Conto Energia: finanziamenti impossibili per i produttori indipendenti?

La Conferenza delle Regioni si è espressa in maniera critica riguardo la bozza del Ministero dello Sviluppo Economico per il V Conto Energia (clicca qui per saperne di più)  In generale chiede una maggiore copertura economica per gli interventi da avviare e premialità per gli interventi particolarmente “virtuosi” e innovativi. Ma le Regioni puntano il dito anche su una eccessiva burocratizzazione degli iter amministrativi.

L'impianto fotovoltaico di grandi dimensioni di Moura in Spagna

Semplificazione burocratica e la possibilità di autocertificazione sono tra le richieste poste dalle Regioni che hanno programmato la revisione dei criteri di priorità per l’accesso al registro degli impianti superiori a 100 KW. Nello specifico le richieste prevedono posti ai vertici delle graduatorie per la sostituzione delle coperture in eternit, per gli impianti edificati su siti bonificati e per l’efficienza energetica.

Se l’impianto, purché non superiore a 200 KW, è al servizio di attività produttive, godrebbe di posti ai vertici della graduatoria per gli incentivi; mentre le novità potrebbero favorire i cosiddetti modelli di business Seu, quando cioè il produttore vende l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico ad un terzo senza passare per la rete del gestore. Richiesto anche l’esonero dall’iscrizione al registro per gli impianti installati sugli edifici pubblici e privati, sui capannoni e sui fabbricati rurali che ricadono nelle zone colpite dal terremoto purché ricostruiti rispettando le nuove normative antisismiche.

Guenter Oettinger

Le critiche dell’Ue – La Commissione europea ha inviato una lettera di richiamo all’Italia. Nella lettera è severa la critica al decreto del ministero dello Sviluppo economico che riforma il sistema degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabile e che, contestualmente, istituisce il V Conto Energia. Guenter Oettinger, Commissario all’Energia, critica la nuova normativa imposta dal decreto perché renderà «molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti». Sotto accusa è il sistema dei registri obbligatori, che genererebbero solo iter burocratici più lunghi e investimenti incerti. Oettinger inoltre reputa eccessivo il taglio degli incentivi.

Valerio Natalizia

Un’altra critica mossa dalla Commissione europea riguarda l’assenza di provvedimenti dedicati alle rinnovabili termiche e al settore dell’efficienza energetica. Le stesse critiche sono state fatte dalle associazioni ambientaliste e del settore. Secondo Valerio Natalizia, presidente di Gifi-Anie, l’associazione legata a Confindustria che rappresenta oltre 200 aziende del settore, «il registro è un sistema che ha dimostrato più volte la sua inefficienza e non serve a controllare la spesa ma solo a creare complicazioni burocratiche agli operatori e quindi aumentare i costi gestionali». Secondo Gifi-Anie, l’introduzione di una eccessiva burocrazia anche per i piccoli impianti potrebbe frenare lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili che, negli ultimi 5 anni, ha creato 350 mila impianti, oltre 130.000 posti di lavoro tra diretti e indotti, più di 1.000 nuove imprese e un giro d’affari che supera 15 miliardi di euro con contribuzione fiscale annua pari a 1 miliardo di euro.

 

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