Sconcerto tra i parenti delle vittime dell’uranio impoverito, dopo le dichiarazioni della Commissione che doveva far luce sulla vicenda. Intanto si sta organizzando un sit in sotto i palazzi del Ministero della Difesa a Roma, per il prossimo martedì 25 gennaio a partire dalle ore 11.00.
La popolazione civile e i soldati impegnati nelle operazioni militari nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq, hanno riportato sospetti casi di leucemie. La sostanza radioattiva, il cui uso è stato documentato da tempo nelle armi da guerra, sembra essere esente da ogni colpa, viste le ultime conclusioni a cui è giunta la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito. Quest’ultima infatti, istituita dallo stesso Ministero della Difesa, ha stabilito che che le malattie riscontrate in quelle zone sarebbero state causate dai telefonini, vaccini, zampironi e tatuaggi.
Dubbi su questa sentenza emergono intanto da un’inchiesta dell’ASL Sardegna, che rileva l’aumento del 65% di malattie tumorali e/o malformazioni genetiche per chi ”frequenta” o vive a ridosso dei poligoni. Tra l’altro la presenza delle stesse nanoparticelle rilevate nei militari malati è stata rinvenuta anche nei tessuti degli ovini che vivono nelle zone del poligono sardo di Salto di Quirra (Og).


