Input your search keywords and press Enter.

Tsunami in Asia, dieci anni dopo

Donne in prima linea, contro l’emergenza tsunami del 2004

Sono passati dieci anni dallo tsunami che, il 26 dicembre 2004, devastò il Sud-Est asiatico. Un terremoto di magnitudo pari a 9.3 della scala Richter nell’Oceano Indiano, scatenò masse d’acqua alte come un palazzo di sei piani, che si abbatterono sulle coste alla velocità anche di oltre 200 km/h.

ActionAid fu impegnata in operazioni di emergenza in sei dei tredici Paesi colpiti (Sri Lanka, India, Indonesia, Thailandia, Maldive e Somalia). L’associazione fornì generi alimentari e kit sanitari, l’azione si concentrò sulle fasce di popolazione più vulnerabili, come donne, bambini e persone con disabilità, spesso lasciati ai margini delle grandi operazioni di soccorso. Fu avviata la ricostruzione di nuove abitazioni, dotate di servizi igienici e con criteri di maggiore sicurezza e sostenibilità; le comunità più vulnerabili furono sostenute per per vedere riconosciuti i propri diritti nella fase post-emergenza.

In quella emergenza fu cruciale il ruolo delle donne. Infatti, le comunità femminili svolsero una parte fondamentale nella valutazione e individuazione dei bisogni e nella pianificazione dei progetti. In India, ad esempio, il Governo dichiarò off limits tutte le aree costiere, come misura precauzionale per prevenire futuri tsunami. Così facendo, però, si metteva a repentaglio la possibilità di sopravvivenza di intere comunità di pescatori.

Dieci anni dopo, molte di quelle donne hanno ottenuto il diritto a possedere la terra, a sedere nei consigli comunitari, a creare cooperative autonome per  ottenere una indipendenza finanziaria, proprio grazie all’impegno comunitario nei mesi successivi a quella che è considerata una delle più drammatiche calamità naturali degli ultimi decenni.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *