SOS territorio: salviamo il tesoro archeologico di Castellaneta

Non ce l’aspettavamo. Non c’aspettavamo di avere questo regalo, lì sotto, in mezzo a quegli ulivi, non ci aspettavamo di essere in tanti, non ci aspettavamo di avere così tanto seguito, non ci aspettavamo di avere così tanta attenzione, di diventare esempio per altri cittadini. Eh sì, è proprio questo che siamo: un gruppo di semplici e normalissimi cittadini. Chi si è appena un po’ interessato alla storia del nostro territorio, ha sempre saputo che da qualche parte dovevano esserci le tracce di un passato glorioso. Nel momento in cui è scoppiata la notizia: gli scavi stanno per essere chiusi, causa mancanza fondi, lì…. Si è accesa la scintilla. E’ nato in modo assolutamente improvvisato e quasi ingenuo un gruppo su facebook e un amico chiama l’altro, è cresciuta la marea. Una marea di persone, ad oggi 2351, per non parlare dei concittadini “tradizionali”, che non usano internet. In rete troviamo ragazzi per la maggior parte, molti dei quali residenti in altre città, per studio o lavoro, che all’ennesima perdita di qualcosa che ci appartiene, anche se ancora mai visto, non ce l’ha fatta a tacere. Un’espressione significativa di questi, composta da due generazioni : gli ultra-trentenni e i ventenni , che di comune accordo, con un cipiglio gioioso ma quanto mai deciso, si è presentata quel martedì mattina sul sito e come nelle migliori proteste, si è frapposta fisicamente tra i saggi archeologici e le ruspe.
Sito archeologico di Castellaneta (TA)

Facciamo un attimo di cronaca: i primi rinvenimenti risalgono ad un anno fa esatto, quando i lavori del metanodotto Massafra-Biccari, arrivano da noi, a Castellaneta. Si iniziano a spostare gli alberi di ulivo secolari ( meraviglia nella meraviglia), e ad ogni nuovo sito individuato, scavando vengono fuori sempre sorprese. L’iter successivo è ovviamente quello obbligato, per legge: Guardia di Finanza, Carabinieri, Sovrintendenza etc. I lavori continuano sino a questo giugno 2011, ma i fondi sono esauriti, nonostante si tratti di uno dei ritrovamenti più interessanti del Meridione. Tracce che vanno dall’età del bronzo al IV sec a. c., con reperti che comprendono monili, corredi funebri, ceramiche, ma cosa ancor più interessante, tracce di coltivazioni, filari di vigneti, una cantina, con tutto l’occorrente per la vinificazione. E parliamo di oltre 2000 anni fa.

Alcuni reperti nel sito archeologico di Castellaneta (TA)

E cosa può significare per una terra come la nostra, poter dire che qui si producevano vino e olio già millenni fa? Un marchio di garanzia, migliore di qualsiasi doc, dop e altre certificazioni. E’ questo ciò che noi vediamo in questi scavi: la possibilità di scrivere un’altra pagina di storia e di cultura, ma non solo del nostro passato, ma anche e soprattutto del nostro futuro, in termini di rilancio del territorio, espressione quanto mai abusata, ma esatta. Una pagina di cultura della legalità, perché essere in tanti a voler bene a questo sito, a “custodirlo” anche a distanza, sottrae spazio e forza alle organizzazioni malavitose che gravitano intorno ai beni culturali. La percezione del reato diventa più forte, più diffusa se c’è senso di appartenenza, se tutti iniziamo a percepire un bene come bene di tutti, non ci sono fratture in cui si possano inserire cunei di tal genere. NON è solo una bella favola, un momento di fortunata coesione tra cittadini, ma un impegnativo progetto, fatto di accordi già presi quel famoso martedì delle ruspe, con il Sovrintendente in persona, il dott. De Siena, riuscito a venire sul sito, dopo tanto clamore, finalmente, e guardare con i suoi occhi “oltre” quel potenziale.

Abbiamo tempo fino ad ottobre per innescare un circuito virtuoso reale, fatto di collaborazioni, progetti, idee, tanto lavoro, divulgazione. Dovremo garantire la pulizia del sito e la guardiania, e nel frattempo lavorare per trovare fondi e far continuare gli scavi, per guardare questa cittadella dell’agricoltura in tutta la sua estensione. Mandiamo le nostre riunioni in streaming, sul web, per dare modo a parte di quegli oltre 2000 aderenti al movimento, di poter seguire e partecipare. Non vogliamo un happy and, ma un TO BE CONTINUED…

P.S.: Per firmare la petizione che chiede la continuazione degli scavi, potete collegarvi a questo link:
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N11199

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