Sequestrata dalla procura della Repubblica di Savona la centrale a carbone Tirreno Power. Il giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi, che indagava sulle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, ha accolto le verifiche effettuate dai consulenti del ministero dell’Ambiente e della Procura della Repubblica.
I filoni delle indagini sono due, uno per disastro ambientale e uno per omicidio. Tra il 2000 e il 2007 sono state registrate 442 morti sospette e lo stesso procuratore della Repubblica di Savona Francantonio Granero ha precisato che a causa della centrale ci sarebbero stati anche «tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012».
Tre settimane fa la Procura aveva acquisito un verbale dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del ministero dell’Ambiente, redatto durante una visita di routine. Dalle verifiche dei tecnici sarebbe emerso il superamento di alcuni limiti imposti dall’Autorizzazione integrata ambientale. Il sequestro sarebbe scattato anche per l’assenza del “sistema di monitoraggio a camino”, che doveva essere realizzato entro il 14 settembre dello scorso anno.
Il gip Fiorenza Giorgi spiega nell’ordinanza che la centrale potrà ripartire dopo che si sarà messa in regola introducendo tecnologie adeguate. Dal canto suo l’azienda si è sempre difesa sostenendo che gli studi dei consulenti di parte hanno delle «criticità», adducendo che mancherebbe il contraddittorio.
L’Osservatorio Nazionale Amianto attende le decisioni della Magistratura per costituirsi parte civile e confida nel lavoro della magistratura, anche a proposito della segnalazione di morti sospette in altri siti della Val Bormida.


