Scavi archeologici clandestini e ricettazione, 56 ordinanze tra Italia ed estero – FOTO

Le indagini dei Carabinieri sono partite dalla Sicilia e dalla Calabria per estendersi nel Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Regno Unito e Germania

 

Un esteso traffico illecito di reperti archeologici è stato scoperto e bloccato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Cultura di Palermo, che aveva base in Sicilia, ma che era attivo in Calabria, Lazio, Toscana, Regno Unito e Germania.

La Procura Distrettuale di Catania ha emesso 56 ordinanze di misure cautelari personali per i reati di associazione per delinquere, violazione in materia di ricerche archeologiche, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, impiego di denaro di provenienza illecita, furto di beni culturali, ricettazione di beni culturali, autoriciclaggio di beni culturali, falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali, uscita o esportazione illecita di beni culturali, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. I provvedimenti cautelari sono stati così suddivisi: 9 ordini di custodia cautelare in carcere, 14 arresti domiciliari, 17 obblighi di dimora (tra cui 8 con obbligo di permanenza notturna in casa), 4 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria (di cui 2 notificati in territorio estero) e 1 sospensione dell’esercizio di impresa a carico del titolare di una casa d’aste.

I Carabinieri hanno eseguito le ordinanze a Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, Roma, Firenze, Ravenna, Ferrara, fino al Regno Unito e in Germania.

Il gruppo, composto da 45 elementi, eseguiva gli scavi illegali in Sicilia e in Calabria, per venderli nel resto d’Italia e all’estero.

Le indagini sono iniziate nel 2021 a seguito della denuncia della dirigenza del Parco Archeologico di Agrigento per gli innumerevoli scavi clandestini compiuti dal giugno 2019 nel sito archeologico di Eraclea Minoa. Individuati ben 76 scavi clandestini nel territorio di Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, nelle aree archeologiche siciliane e, in due circostanze, anche nel sito calabrese di “Scolacium”.

I Carabinieri hanno subito puntato lo sguardo sui movimenti di un noto ricettatore che operava in località del versante sud-occidentale dell’Etna. Nel 2022 sono stati arrestati in flagranza di reato 6 indagati mentre stavano effettuando uno scavo clandestino all’interno del sito archeologico di Baucina, mentre altri 3 indagati sono stati fermati mentre esportavano illegalmente alcuni reperti archeologici a Dusseldorf.

I militari hanno complessivamente sequestrato circa 10 mila reperti archeologici, di cui circa 7 mila monete antiche riconducibili a diverse tipologie di conio raro, di epoca greca emesse nei territori della Magna Grecia e della Sicilia. Alcune di esse sono monete rarissime in bronzo appartenenti alle zecche di Heraclea, Reggio, Selinunte, Katane, Siracusa, Panormos e Gela. Altre monete provengono dalla parte nord-orientale dell’isola, come Calactae, Alaesa Archonidea, Alontion e Tyndaris, quasi tutte in eccellente stato di conservazione. Il periodo storico di riferimento va dalla metà del V sec. a.C. fino all’età ellenistica.

Nel corso delle perquisizioni avvenute a novembre, è stato scoperto nel territorio di Catania anche un laboratorio clandestino per la produzione di falsi manufatti archeologici in ceramica e per la contraffazione di monete e rame allo stato puro, come stampi, strumenti per la colatura, conii e bilancini.

Tra gli oggetti sequestrati, non ci sono solo monete in bronzo e oro, ma anche oggetti vari rari e unici tra i quali monili, fibbie, punte di freccia. Sequestrati anche circa 60 strumenti per la ricerca di metalli preziosi, tra cui metal-detectors e diversi arnesi idonei agli scavi clandestini.

Il valore economico complessivo dei reperti sequestrati ammonta a 17 milioni di euro.

Il sequestro della imponente documentazione nelle mani degli indagati ha permesso di ricostruire il giro d’affari e l’intera organizzazione criminale.

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