Riqualificazione energetica degli edifici, risparmi fino al 40%

Tutto dipende dai sistemi di isolamento termico e dalle membrane impermeabilizzanti dei tetti

Il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici è una delle attività che contribuisce al maggior rilascio di emissioni inquinanti nell’aria, con serie conseguenze per la protezione della salute delle persone e la tutela del clima. Inoltre, gran parte dell’energia consumata per la gestione domestica deriva da fonti energetiche fossili.

Oltre il 70% degli edifici in Italia è stato costruito in un periodo storico, gli anni ‘70 del secolo scorso, in cui si poneva scarsa attenzione all’efficienza energetica, e l’isolamento termico non era una tecnologia costruttiva diffusa. Proprio per questo, appare evidente quanto il settore dell’isolamento termico in edilizia ricopra un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e il costruire sostenibile sia una delle leve più importanti per investire sul futuro.

L’impegno di Sto per l’ambiente

Il Gruppo Sto realizza nuove soluzioni per l’isolamento termico che consentono di realizzare edifici energeticamente efficienti che contribuiscono a ridurre il consumo di combustibile da fonti energetiche fossili e a ridurre le emissioni di CO2.

I suoi prodotti hanno un ciclo di vita molto lungo, che assicura una protezione duratura degli edifici, prolungandone la vita utile e garantendo così minore ricorso a interventi di ristrutturazione. Inoltre, l’attività dell’azienda dà un importante contributo alla conservazione del patrimonio immobiliare esistente: la riqualificazione energetica e la manutenzione ordinaria consentono di curare l’estetica dell’edificio, contribuendo a preservare o a ottenere un ambiente costruito nel segno del bello, di incrementarne il valore economico e di ridurne il fabbisogno energetico.

L’esempio concreto: un condominio in Austria costruito nel 1965

Il primo cappotto realizzato da Sto si trova in Austria: si tratta di un condominio costruito nel 1966 e rinnovato solo una volta, nel 2014, attraverso una mano di pittura. Gli esperti hanno calcolato che, se l’edificio non fosse stato isolato, nel periodo 1966 – 2011 non sarebbero bastate 9 autocisterne di olio combustibile (162.000 litri) e 79.000 metri cubi di gas naturale. In totale, sono oltre 628 tonnellate di CO2 mai emesse in atmosfera.

Tetti verdi, blu e freschi

Per quanto riguarda i tetti, RENOLIT ALKORPLAN è protagonista del cambiamento insieme ad ESWA, l’associazione dei produttori europei di membrane impermeabilizzanti sintetiche sostenibili e durevoli che partecipa attivamente alla svolta del UE Green Deal.

Il sistema ROOFCOLLECT, attivo da anni in diversi Paesi dell’UE, permette di recuperare, riciclare e riconvertire da altre applicazioni industriali, come ad esempio le pavimentazioni, le membrane termoplastiche sui tetti. In questo modo viene applicato il principio dell’economia circolare.

Le coperture di RENOLIT ALKORPLAN sono note sul mercato per la loro durabilità, affidabilità, versatilità e sostenibilità. La longevità delle membrane impermeabili in PVC-P combinata con le elevate possibilità di riciclaggio, nonché il fatto che il PVC di base è costituito per il 57% di normale sale da cucina (una risorsa le cui riserve sono abbondantissime e la cui estrazione ha un impatto molto leggero), il bassissimo costo energetico necessario durante il processo produttivo lo rendono infatti uno dei prodotti più sostenibili di sempre.

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