Rifiuti, una discarica che nessuno vuole denunciare

Si trova a Monopoli. Ma la città da tempo ha problemi di gestione dei rifiuti, nonostante le alte percentuali di raccolta differenziata, l’attività costante degli operatori ecologici e gli impegni dell’amministrazione comunale

 

Una discarica abusiva a cielo aperto. È questa l’immagine che traspare camminando tra le vie di Monopoli. Se l’aumento dei turisti ha messo in difficoltà l’impianto fognario e quello elettrico, sembra che nelle case vacanza e nei B&B la raccolta differenziata sia difficile. Non sono poche le proteste a riguardo. La Polizia Locale, nel corso di servizi mirati sulle varie strutture ricettive, ha accertato vari conferimenti errati nei tempi e nei modi, sanzionando inevitabilmente i proprietari che si dichiarano incolpevoli. I proprietari, infatti, danno agli affittuari tutti gli strumenti necessari per lo smaltimento corretto dei rifiuti, ma evidentemente le disposizioni non sono state ancora ben recepite. Per non sbagliare, oltre a puntare sul porta a porta, sarebbe magari opportuno potenziare le isole ecologiche, dove ognuno più conferire liberamente i rifiuti, differenziandoli correttamente. I turisti però vanno e vengono, mentre i monopolitani vivono tutto l’anno in città.

Ma allora, chi è il responsabile delle discariche abusive e dei rifiuti abbandonati per le strade? La risposta è scontata.

La denuncia

Monopoli da tempo è una meta turistica ambita, che ha incrementato notevolmente l’afflusso dei turisti, anche destagionalizzando. In questo modo l’economia locale è cresciuta improvvisamente a dismisura. Sono aumentati i servizi, non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo. Ciò che non è cambiata, ma forse è peggiorata, è la gestione dei rifiuti. Come detto prima, i turisti hanno una certa responsabilità, ma i monopolitani continuano a commettere illeciti e abusi, nonostante da tempo c’è la raccolta porta a porta con percentuali molto elevate, soprattutto negli ultimi tempi.

Passeggiando in alcune zone, è facile vedere rifiuti di ogni tipo lungo le strade o nei terreni incolti, sempre meno presenti a causa della forte cementificazione, non si tratta solo di cartacce o bottiglie di vetro e plastica, ma anche di oggetti più ingombranti e inquinanti, come batterie per auto, cassette in legno, buste in plastica piene di rifiuti vari, fino a pezzi di legno ed elettrodomestici.

Nelle foto qui sotto, sono evidenti i cumuli di immondizia in varie zone della città, da Nord a Sud.

La discarica a cielo aperto

C’è anche un luogo, o forse non luogo, appena fuori dalla città, da dove parte la Strada Provinciale per Conversano, utilizzato esclusivamente come discarica abusiva. Si tratta di un terrapieno realizzato per sostenere il cavalcavia e gli accessi Nord e Sud della Strada Statale 16. È una zona di transito, molto trafficata. Già sul ciglio della strada sono evidenti segni inconfondibili: una bombola voluminosa, un frigorifero e una rete da pesca. Avvicinandosi al guard rail si può vedere di tutto: rifiuti di ogni genere scaricati evidentemente durante la notte, sparsi un po’ dovunque. Se ci immettiamo sulla SS16 in direzione Brindisi è facile notare i rifiuti, anche se ben nascosti dall’erba e dagli alberi. Sullo svincolo in direzione Bari, invece, il terreno è diventato un deposito di materiale lapideo.

Questa situazione è stata già più volte segnalata agli organi competenti, ma fino ad ora non c’è stato alcun intervento. Sembra che alla base ci sia un problema di competenze: infatti, essendo un’area che ricopre l’estensione del cavalcavia, compresi gli svincoli, la competenza dovrebbe essere dell’ANAS, oppure dell’Area Metropolitana di Bari, in quanto si tratta di un tratto della Strada Provinciale, ma potrebbe essere anche di competenza di Monopoli in quanto è un’area di confine con le vicine contrade monopolitane. Potrebbe, per assurdo, appartenere anche ad un privato.

Insomma, al momento nessuno può, o vuole, intervenire. Nel frattempo i rifiuti continuano ad inquinare quell’area e ci sono anche tutti i requisiti per sviluppare un incendio.

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