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Puglia, una legge per gli Ecomusei

Una forma museale innovativa attraverso la quale le comunità interpretano e valorizzano il proprio patrimonio declinandolo in funzione dello sviluppo sostenibile del territorio. Questo è l’ecomuseo che travalica i confini delimitati da mura, tetti e pavimenti e estende il proprio respiro sui panorami, i paesaggi e tutto quanto esiste nell’ambiente circostante. Per promuovere la costituzione di questi luoghi, il consiglio regionale pugliese ha approvato la legge che tuteli l’identità collettiva e del patrimonio storico, culturale, ambientale e paesaggistico nella forma di museo permanente.

Panoramica della Valle dell'Itria

 Ecomusei ma non solo– La legge n. 15/2011 promuove e disciplina gli ecomusei per recuperare, testimoniare, valorizzare e condurre lo sviluppo la memoria storica, la vita, le figure, i fatti, la cultura, l’ambiente naturale e l’ambiente antropizzato, le tradizioni, le attività e il modo in cui gli insediamenti umani hanno caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio e del territorio regionale. Inoltre si mira alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di comunità locali, istituzioni con particolare riferimento a quelle a carattere culturale, scientifico e scolastico, senza tralasciare il settore produttivo, gli enti e associazioni locali e di categoria, veri e propri motori dello sviluppo sostenibile.

Inaugurazione dell'Osservatorio dell'ecosistema mediterraneo e relativo museo, all'interno del faro di Punta Palascìa ad Otranto (LE)

In campo gli Enti Locali – La portata della legge prevede la partecipazione diretta delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni nei processi di valorizzazione, promozione e fruizione attiva del patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, sociale e ambientale del territorio regionale, compresi i saperi tramandati e le tradizioni locali. Per agevolare tutto ciò, gli ecomusei promuovono laboratori di cittadinanza attiva per la costruzione delle cosiddette “mappe di comunità”, o analoghi strumenti di coinvolgimento attivo degli abitanti a cui è demandato il compito di identificare e rappresentare luoghi peculiari del paesaggio. Questo comporterà che ogni amministrazione locale che ne farà richiesta alla regione, proceda con una sorta di censimento del patrimonio locale e la definizione di regole condivise per la sua cura; ilo tutto per favorire e sostenere la conoscenza, tutela e valorizzazione del paesaggio conformemente ai principi della Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000.

Un brand per gli ecomusei -Gli stessi enti hanno compiti di promozione e attivazione sul territorio in conformità al Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr) così come menzionato nella Lr 20/2009 n. 20 (Norme per la pianificazione paesaggistica). Sarà anche istituito un elenco degli ecomusei di interesse regionale che sarà aggiornato annualmente e promuoverà il marchio Rete Ecomusei della Puglia. La legge prevede infatti che la Regione riconosca ad ogni ecomuseo un brand tutelato da norme nazionali e internazionali specifiche e che veicoli la promozione dello stesso. È previsto anche un brand della Rete Ecomusei Puglia.

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