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Puglia, un nuovo Piano-casa

C’è tempo fino al 31 dicembre 2012 per effettuare in maniera abbastanza snella interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione o per presentare la DIA. E’ stata infatti pubblicata nel Bollettino ufficiale 121 del 2 agosto 2011 la Legge regionale 21/2011, che mette a punto il “Piano casa” regionale e dà una boccata di ossigeno ai pugliesi.

La legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale poco più di un mese fa, modifica e integra la Lr 14/2009 “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale” e, soprattutto proroga al 31 dicembre 2012 la durata delle norme per il rilancio dell’edilizia e la riqualificazione urbana, inserendo –“prima regione in Italia a farlo” – sottolinea l’assessore al territorio Angela Barbanente – disposizioni conformi a quanto richiesto dalla Legge Sviluppo.

Ampliamenti più facili – Tutte le modifiche alla legge Regionale 14/2009 – Piano Casa, sono contenute nel Titolo I della nuova legge e stabiliscono maglie più larghe – dal 10 al 35% – per l’ampliamento o la demolizione e ricostruzione della volumetria complessiva; maglie che possono ancora di più allargarsi in presenza di alcuni indicatori, purché gli immobili interessati risultino regolarmente accatastati.

Come in passato, l’ampliamento degli edifici residenziali non può superare il 20% della volumetria complessiva e i 200 mc;mentre scompare il limite dei 1.000 mc per la volumetria preesistente, per cui anche gli edifici residenziali che superino la volumetria dei 1.000 mc potranno essere ampliati..Tra le tante novità, la norma che autorizza anche ampliamenti in sopraelevazione; resta salva la possibilità di utilizzare l’aumento volumetrico spettante ad altra unità immobiliare, purchè ricompresa nello stesso edificio. Rientrano, tra i volumi autorizzati all’ampliamento,quelli che hanno goduto della sanatoria edilizia straordinaria,che, in più, vengono computati ai fini della volumetria complessiva e, quindi, dell’ampliamento. Si possono raggiungere i 350 mc di incremento volumetrico: però l’intero edificio, a seguito dell’ampliamento, deve raggiungere almeno il punteggio 2 ai sensi della Lr 13/2008 “Norme per l’abitare sostenibile”, e deve dotarsi della certificazione prevista dalla stessa legge, prima del rilascio del certificato di agibilità. Quanto agli interventi di demolizione e ricostruzione resta confermato il limite del 35% di aumento di volumetria ma scompare l’obbligo di coinvolgere nell’intervento almeno il 75% del volume complessivo.

Ma il rispetto per l’ambiente c’è – Giro di vite, invece, sugli edifici a schiera o plurifamiliari, i cui interventi devono rispettare sia la coerenza architettonica e formale del complesso edilizio, sia eventuali regolamenti condominiali e convenzioni urbanistiche. Giro di vite anche sul divieto, di modificare la destinazione d’uso a seguito degli interventi di ampliamento e di demolizione-ricostruzione; la norma, già presente nella scorsa legge, diventa ancora più restrittiva perché vieta di destinare gli incrementi volumetrici a usi diversi da quelli previsti dallo strumento urbanistico generale vigente. Per velocizzare le procedure gli enti locali potranno utilizzare norme urbanistiche e procedure amministrative più rapide. Ad esempio, si farà ricorso alla Dia piuttosto che alla più complessa variante urbanistica.

Come nella legge precedente, gli edifici sui quali intervenire devono risultare accatastati, ma scompare il limite dell’accatastamento entro il 31 marzo 2009: la nuova legge chiede che le dichiarazioni per l’accatastamento o variazione catastale siano presentate alle agenzie del territorio prima della presentazione della DIA o della richiesta di permesso di costruire. In passato , invece, era previsto che risultassero già presentate, alla data di entrata in vigore della legge, le dichiarazioni alle agenzie del territorio per l’accatastamento o per la variazione catastale, degli edifici da accatastare al nuovo catasto edilizio urbano.

Una legge non solo per le case – Il Titolo II attua il Decreto Sviluppo, DL 70/2011 convertito con la Legge 106/2011. Alla Lr 21/2008 sulla rigenerazione urbana aggiunge anche misure atte a velocizzare la riqualificazione ambientale delle aree urbane degradate attraverso la demolizione di manufatti edilizi (residenziali e non) collocati in zone sensibili, la loro ricostruzione e delocalizzazione. Inoltre anche aree dove sorgono edifici produttivi dismessi, purché privi di qualità architettoniche, potranno essere interessate dal processo di riqualificazione; per la stessa ragione la legge appena approvata prevede la delocalizzazione di edifici produttivi da aree destinate ad usi non compatibili.

Un’ultima novità: Enti universitari o di ricerca, ma anche singoli esperti, potranno segnalare le opere da sottoporre a tutela.

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