Puglia terra di dinosauri e di ritardi ingiustificabili

Se ci fossero delle agenzie internazionali per l’affidabilità nella tutela del patrimonio paletnologico, come quelle per l’economia degli Stati, ci avrebbero già declassato da molti anni per l’incuria e l’inerzia dimostrata in questi tredici anni nel tutelare e valorizzare la paleo-superficie con orme di dinosauri di Altamura in provincia di Bari.

La scoperta di un'area che custodiva orme di dinosauri risale al 1999

Quando un giorno del 1999, al calar del sole, furono notate, per puro caso, migliaia di piccole depressioni della grandezza di qualche decimetro, allineate secondo vari direttrici, sulla superficie bianca del fondo di una cava in rocce calcaree sita nei pressi di Altamura, subito si comprese che ci si era imbattuti in uno spettacolare ritrovamento di orme di dinosauri. Certo non poteva essere altrimenti se si considera che, secondo la letteratura geologica, i calcari di quella cava si sono formati nel Cretaceo superiore, circa 85 milioni di anni fa, e che gli unici esseri viventi che all’epoca potevano lasciare simili piste nel sedimento fangoso calcareo che si andava formando erano i grandi rettili del Mesozoico: i dinosauri.

Per comprendere i fenomeni che si sono verificati nelle lontane ere passate, dobbiamo fare un grande sforzo di fantasia e abbandonare la cognizione spazio-temporale che caratterizza la nostra vita quotidiana o gli studi di storia classica, per avvicinarci a una dimensione geologica dove i nostri secondi diventano migliaia di anni. Le terre emerse che oggi calpestiamo e i mari che solchiamo sono il frutto di un’evoluzione lenta e inesorabile che parte da tempi molto remoti, quando la stessa comparsa dell’ominide, nostro progenitore, era lontana milioni di anni. I fanghi carbonatici, destinati a diventare roccia di cui oggi riconosciamo le stratificazioni sui fronti delle cave di calcare (vedi foto),si accumulavano in un mare caldo e poco profondo, circa tra  165 e 65 milioni di anni fa, durante il Mesozoico,che rappresenta appunto l’era dei dinosauri.

Le stratificazioni di questa cava di calcare, fotografata da Marco Petruzzelli, risalgono a un periodo tra i 165 e i 65 milioni di anni fa

Il ritrovamento di orme di esseri viventi riconducibili al passato è tanto più straordinario quanto più quegli esseri appartengono a un passato molto lontano. Dal punto di vista scientifico il ritrovamento di un giacimento paleontologico di orme è una grande scoperta poiché, dall’analisi delle piste, si può risalire ad alcuni comportamenti in vita degli esseri cui appartengono difficilmente desumibili dallo studio dei resti fossili dello scheletro. Già nel 2010 l’Associazione locale di Altamura “Spiragli” e tre Associazioni riconosciute dal ministero dell’Ambiente come associazioni di protezione ambientale (Sigea, Italia Nostra, Archeoclub), in maniera autonoma e indipendente, lanciarono l’allarme sul degrado del sito, chiedendo alle Autorità e agli Enti coinvolti a vario titolo una sorta di concertazione per individuare celermente le forme e le azioni necessarie, in primo luogo, a evitare che il degrado del sito distruggesse le incredibili testimonianze rinvenute, e a garantire, nel lungo termine, l’interesse di una collettività, che non riguarda solo la popolazione della Regione Puglia, poiché la cava dei dinosauri di Altamura è patrimonio di tutti, al di là di qualunque confine amministrativo.

I dinosauri presenti in Puglia secondo la ricostruzione di Marco Petruzzelli sulla scorta delle orme rinvenute in vari punti della regione

Sull’argomento se ne discute lunedì 10 dicembre alle ore 16.00 ad Altamura presso Sala Consiliare comunale, dove l’associazione Spiragli ha organizzato il convegno Cava Pontrelli, le ragioni di un’attesa. All’evento, hanno annunciato gli organizzatori, parteciperanno oltre i protagonisti locali, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dottor Giampaolo D’Andrea; il Geologo e dottore di ricerca, specialista nel settore del patrimonio geologico della SIGEA – Sezione Puglia, Oronzo Simone; l’Assessore alla qualità del territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente; il Soprintendente per i Beni Archeologici della Regione Puglia, Luigi La Rocca. Si tratterà di un’occasione di confronto importante tra le diverse parti per individuare il percorso di conoscenza da completare e avviare concretamente la tutela e la valorizzazione di una delle più importanti paleo-superfici con orme di dinosauri al mondo. Speriamo che, con l’interessamento caparbio della società civile, le tante ombre sulle orme di Altamura possano rimanere unicamente quelle che ne hanno permesso il ritrovamento, e che sia rimosso rapidamente ogni ostacolo alla tutela del sito con l’avvio immediato di azioni concrete atte a promuovere il territorio, con evidenti e auspicabili ricadute occupazionali ed economiche.

 

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