Puglia, M5S: «Irrisolta l’emergenza depuratori»

Ben 187 depuratori malfunzionanti dislocati su tutto il territorio regionale: la Puglia stenta ad uscire dall’emergenza che incombe sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee e sui cicli di depurazione.

Il prossimo 23 gennaio, la Corte di Giustizia europea si esprimerà sulla stato d’infrazione dell’Italia che coinvolge anche la Puglia (tre i comuni interessati: Trinitapoli, Francavilla Fontana e Monteiasi). Il Movimento 5 Stelle, nella persona dell’on. Giuseppe D’Ambrosio, chiede chiarimenti al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Il governatore pugliese ha affermato che a novembre scorso è stato predisposto, da Acquedotto Pugliese S.p.A., un piano industriale per la depurazione delle acque, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. Il piano consentirà di mettere a norma i sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue secondo le disposizioni europee, aumentando la potenzialità degli impianti del 32%.

«Cosa preveda questo piano industriale e le sue tempistiche non è dato sapere – commenta Giuseppe D’Ambrosio  – Abbiamo auspicato una seria accelerazione, anche in merito all’utilizzo di alcune centinaia di milioni previsti dai fondi europei, che rischiano di essere persi. Ma Vendola ha assicurato che saranno messe a disposizione ulteriori risorse nella nuova programmazione FESR 2014-2020».

«Ancora non è chiaro – gli fa eco il collega Francesco Cariello, primo firmatario dell’ordine del giorno approvato dal Governo – cosa abbia fatto il presidente della Regione Puglia negli ultimi anni. Non è chiaro il suo piano d’azione e alcuni progetti, ad esempio, sono previsti in conclusione addirittura nel 2016. Sembra quasi che i problemi non si vogliano risolvere o che lo stato emergenziale faccia un po’ comodo a tanti. Fatto sta che, non solo si andrà incontro ad una sentenza che sicuramente ci penalizzerà economicamente, ma lo stesso Vendola  lascerà un problema irrisolto, nonostante il Ministero sia impegnato a controllare il lavoro della Giunta regionale».

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