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Puglia, Italia, Europa: DIA valida per le energie rinnovabili

Questi ultimi giorni sono stati ricchi di novità a proposito di energie rinnovabili, in Italia e anche in Puglia. Due infatti i provvedimenti approvati: il primo, del 12 maggio,  riguarda il ddl Comunitaria 2009, diventato legge dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato; il secondo, dello scorso 11 maggio, riguarda l’approvazione da parte della  la Giunta Regionale pugliese, dello schema di disegno di legge che modifica e integra la Legge Regionale 12 aprile 2001, n. 11 “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”.

<p>parco eolico</p>

parco eolico

Partiamo da quest’ultimo provvedimento. La proposta di legge – perché è ancora tale – intende non certo creare vincoli alla realizzazione di nuovi impianti, bensì guardare con ancor più attenzione ai meccanismi che portano a utilizzare suolo e territorio regionale per i parchi eolici e/o fotovoltaici.  Dunque un’armonizzazione dell’iter necessario per produrre energia da fonti rinnovabili, così come definito dal P.E.A.R., il piano energetico ambientale regionale.

<p>Regione Puglia - sede della Presidenza del Consiglio Regionale</p>

Regione Puglia - sede della Presidenza del Consiglio Regionale

Quanto al ddl Comunitaria 2009, tra gli articoli approvati, riguarda specificamente le fonti di energia rinnovabili l’art. 17, che conferma la semplificazione delle procedure a sostegno delle energie alternative. Sarà sufficiente la DIA, denuncia di inizio attività, per installare  impianti non superiori a  1 Mw. L’autorizzazione unica così viene mandata in soffitta e, soprattutto, si mette ordine nella giungla di disposizioni che ogni regioni si è data autonomamente, proprio perché mancava la competenza nazionale in materia di energia.  Tra le regioni vittime illustri della Corte Costituzionale, che le ha  obbligate a fare marcia indietro, la Calabria e proprio la Regione Puglia, che con la Legge Regionale 31/2008, aveva innalzato autonomamente a 1 Mw il limite per la procedura con Dia applicabile agli impianti fotovoltaici, mentre il decreto 387 fissava una soglia di 20 Kw.

Ma c’è di più: sono previste procedure più snelle anche per la certificazione, la concessione di licenze e la pianificazione del territorio; inoltre a corollario dell’installazione di impianti l’art. 17 obbliga a predisporre  sistemi di riscaldamento e raffrescamento alimentati da fonti rinnovabili  nelle  aree residenziali, industriali o di infrastrutture urbane sia che queste debbano essere progettate che ristrutturate.
Il 30 giugno è la data ultima per predisporre gli obiettivi nazionali che definiranno la quota di energia prodotta da fonti alternative entro il 2020. Alla definizione delle percentuali contribuirà non solo la necessità di uno sviluppo equilibrato, ma soprattutto un’attenta valutazione del rapporto costi – benefici.

 

il discusso parco eolico di Scansano (GR). Dopo una settimana dall'inagurazione, il Tar ha accolto il ricorso del proprietario del vicino Castello di  Montepò

il discusso parco eolico di Scansano (GR). Dopo una settimana dall'inagurazione, il Tar ha accolto il ricorso del proprietario del vicino Castello di Montepò

 

Se dunque il provvedimento nazionale consente nuovamente la legittimità delle DIA, “bocciate” dalla Corte costituzionale, il provvedimento approvato dalla giunta regionale pugliese consentirà, appena trasformato in legge, una maggiore sensibilità verso le peculiarità ambientali e paesaggistiche del nostro territorio, proponendo maggiore attenzione alle fonti di energia rinnovabili nel loro rapporto con il territorio.

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