
La Puglia soffre sempre di più gli effetti della siccità dovuta al cambiamento climatico. La diga di Occhito, nel Foggiano, sta diminuendo drasticamente la quantità di acqua a causa del caldo e delle poche piogge
La crisi di climatica in Puglia, e in particolare la siccità, è un problema che nel tempo si sta sviluppando con sempre maggiore intensità. Alte temperature e poche piogge tornano a pesare anche sul confine Nord, con il Molise, nell’invaso artificiale di Occhito.
Le stime del problema

I numeri parlano chiaro: secondo quanto rilevato dal Consorzio per la bonifica della Capitanata di Foggia, la disponibilità di acqua nell’invaso, il 5 luglio 2025, è di circa 69 milioni di metri cubi. Potrebbe sembrare molto, ma lo stesso periodo nel 2024 il valore ammontava a 118 milioni. Rispetto all’anno scorso, quindi, c’è stata una diminuzione di oltre 48 milioni di metri cubi d’acqua. Lo scenario diventa ancora più grave quando si evidenzia come l’invaso di Occhito abbia una capacità totale di 333 milioni di metri cubi, di cui 250 milioni sono utilizzabili, mentre il resto dell’acqua, soprattutto quella vicino al fondale non raggiunge i livelli di qualità necessaria. I motivi principali sono due: fa molto caldo e non piove, anzi, non piove dove dovrebbe. Non è raro che in Puglia piova sul mare, quindi al di fuori delle zone coperte dagli invasi che quindi non vengono riempiti.
Uniti contro la siccità
Quale potrebbe essere quindi la soluzione? L’entità del problema ha portato Acquedotto Pugliese a lanciare l’iniziativa “Siamo in riserva” per spronare la popolazione a risparmiare ed evitare gli sprechi.
Sul sito di AqP viene spiegato con precisione come: «Storicamente nel territorio pugliese le crisi idriche sono cicliche e hanno du
rata biennale». Quella attuale è iniziata nel 2024 e ne avremo, forse, per tutto il 2025. Sempre per dare qualche numero: la disponibilità idrica totale degli invasi è inferiore del 42% rispetto ai valori medi storici. Questo genera un problema ulteriore: con l’acqua che rimane si predilige la campagna o le città? Le città hanno la precedenza, ma ovviamente anche l’agricoltura riceve una quota.
Quella di Occhito, in ogni caso, non è una situazione venuta fuori dal nulla. Già nei mesi precedenti è stata registrata una diminuzione negli invasi, tanto da portare alla conclusione di un accordo tra Puglia e Molise per l’approvigionamento di acqua.
Cosa ci aspetta? Difficile a dirsi. L’invaso di Occhito è solo l’ultimo segnale di una crisi idrica sempre più grave. Se non possiamo controllare la pioggia, possiamo provare, con piccoli gesti quotidiani, a ridurre gli sprechi e renderci conto che questo è un problema che ci appartiene e che ci riguarda tutti. Nessuno escluso.


