Prevenzione è alleato migliore contro la Legionella

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Moderni sistemi di trattamento e sanificazione dell’acqua intercettano il batterio, mantenendo i valori entro i limiti di legge e contribuendo a ridurre il pericolo di contaminazione

 

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità – pubblicati a giugno 2023 nel Bollettino epidemiologico nazionale – nel 2022 sono stati complessivamente 3.111 i casi notificati di legionellosi, dei quali 3.039 classificati come casi confermati e 72 come casi probabili. L’incremento è stato del 14% rispetto all’anno precedente. Queste cifre evidenziano, sottolinea l’ISS in una nota, una gestione dell’acqua spesso inadeguata e una carenza nella formazione dei gestori o degli amministratori degli edifici e dei tecnici del settore.

 Cos’è la legionella, come avviene l’infezione e come si cura?

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La legionella (Legionella Pneumophila) è un batterio patogeno comune il cui habitat naturale è rappresentato dagli ambienti acquatici naturali. Tuttavia, per sua natura, è in grado di proliferare anche all’interno di strutture artificiali: dagli impianti idrici alle piscine, dalle fontane ai sistemi di condizionamento di edifici privati e pubblici, come strutture sanitarie e turistico-ricettive. La sua capacità di esistere e riprodursi in diversi luoghi e circostanze ne eleva la pericolosità.

Principalmente ci si infetta inalando goccioline d’acqua contaminata, sotto forma di aerosol o micro-gocce nebulizzate che possono entrare in contatto con i polmoni. La legionellosi può presentarsi sotto due diverse forme: la Febbre di Pontiac, più lieve, che si manifesta in modo simile a una comune influenza, e la Malattia del Legionario, la più pericolosa, può provocare febbre alta e polmoniti severe.

In quanto infezione batterica, la legionellosi si cura con una normale terapia a base di antibiotici. L’arma migliore e più sicura rimane comunque la prevenzione: fondamentale, insieme al controllo, per garantire la sicurezza delle acque e la salute pubblica.

Quadro normativo

La questione della legionella coinvolge l’intera comunità. Sia a livello nazionale che internazionale, sono state stabilite linee guida per il controllo e la prevenzione della legionellosi nelle strutture comunitarie e un nuovo decreto-legge a livello europeo che per la prima volta ne regolamenta la presenza nelle acque destinate al consumo umano. In particolare, in Italia, il documento “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi” (maggio 2015) include suggerimenti per le migliori pratiche costruttive di nuovi impianti e raccomandazioni per la gestione e la manutenzione degli impianti esistenti, con un’attenzione particolare alla valutazione periodica del rischio per la salute umana. Anche In Europa, con il recente Decreto Legislativo 18/2023, si introduce un parametro limite per il controllo del batterio nelle acque destinate al consumo umano, con una soglia di sicurezza fissata a valori inferiori a 1000 UFC/l (unità formanti colonie per litro).

Prevenzione e tutela della salute: l’importanza del monitoraggio e della manutenzione

La lotta a questo pericoloso ospite negli impianti idrici deve essere valutata caso per caso a seconda della natura dell’impianto colpito e dalla virulenza della colonizzazione batterica. Per questo l’analisi e la gestione del problema da parte di un ente esterno, che si può far carico della gestione del rischio Legionella, risultano fondamentali per valutare quale sistema di disinfezione funziona meglio e quale può garantire un risultato determinante nella risoluzione della problematica.

Impianti di disinfezione e di trattamento dell’acqua all’avanguardia, prodotti ad hoc sicuri e di qualità e un’assistenza dedicata per monitorare e sanificare gli impianti: sono questi gli aspetti essenziali della prevenzione alla diffusione della legionella. Fra le misure di prevenzione è fondamentale il trattamento delle acque sanitarie: da adeguati sistemi di disinfezione, combinati a sistemi di addolcimento per ridurre le incrostazioni calcaree in cui si annida la legionella, all’utilizzo di sistemi di ultrafiltrazione e raggi ultravioletti, sino a trattamenti termici shock.

Per tutelare la salute degli individui e? d’obbligo individuare un responsabile che, in collaborazione con specialisti, attui dei piani di valutazione del rischio, campagne di analisi microbiologiche, registri di manutenzione, impianti di trattamento e disinfezione delle acque.

Tra i sistemi di disinfezione più efficaci per prevenire la diffusione del batterio:

  • La MONOCLORAMMINA che permette un trattamento efficace e versatile, adatto a qualsiasi tipologia di impianto, e riesce a ridurre al minimo la presenza di ferro nell’acqua, diminuendo quindi drasticamente la proliferazione di batteri.
  • Il BIOSSIDO DI CLORO, che permette di ottenere una disinfezione sicura e completa; è la tecnologia che più si è affermata negli ultimi anni: produzione in sito per grandi strutture, biossido stabilizzato bicomponente CHEM OXIDE per strutture medio-piccole.
  • Il PEROSSIDO DI IDROGENO BELOX 35 F, una soluzione concentrata a base di acqua ossigenata biocida, facilmente dosabile e inodore.

Casi concreti di applicazione a cura di Culligan

Culligan è intervenuta nella ristrutturazione di una RSA della provincia di Bologna: in questa tipologia di strutture la corretta gestione del rischio Legionella Pneumophila nelle RSA è di primaria importanza per la sicurezza degli ospiti. La soluzione individuata per contrastare la proliferazione del batterio nelle linee di distribuzione dell’acqua calda sanitaria è stata l’utilizzo del prodotto a base di biossido di cloro stabilizzato CHEM OXIDE.

Mentre in una casa di cura privata, sempre in Emilia-Romagna, Culligan ha scelto di implementare il dosaggio del perossido d’idrogeno BELOX 35 F che ha permesso di rientrare nei limiti di legge.

Un altro esempio rilevante riguarda l’utilizzo di MONOCLORAMMINA in un ospedale pubblico dell’area nord-est Italia, che ha sofferto per diversi anni di problematiche relative alla corrosione della rete di distribuzione dell’acqua potabile, in particolare sulla rete di distribuzione acqua calda sanitaria. La Monoclorammina è risultata ideale in questo caso per le sue proprietà specifiche che oltre a contrastare la crescita di Legionella Pneumophila, contribuiscono a limitare i fenomeni corrosivi sul circuito di distribuzione.

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