L’associazione culturale Salerno in Arte ha conferito i premi del concorso internazionale Rifiuti in cerca d’autore. Negli spazi del complesso monumentale Santa Sofia a Salerno pittori e designer hanno esposto i frutti della loro riflessione sul tema Cibarsi d’arte per non mangiare rifiuti.
Per la sezione pittura, il premio è andato a Fame Lussuriosa di Fabio Sabatino, un’opera che spinge alla riflessione sullo spreco. Nel quadro, «la protagonista mangia i suoi capelli-cappello assecondando la tendenza odierna di vestirsi di cibo», spiega l’autore. «Questa figura incarna l’antimito dello spreco, del consumo sfrenato, della smania onnivora di divorare e scartare ogni cosa, anche gli indumenti, in uno spreco clamoroso che non si addice affatto a un così grave clima di privazioni». Sabatino con questa opera vuole dichiarare il proprio «dissenso morale contro la fame lussuriosa dei ricchi che non sanno che cosa sia la vera povertà».
Nella sezione design invece il primo premio è stato assegnato ex aequo a due opere: Ufo-boite di Vincenzo Liguori e Sabrina Raimondi e Appletime dell’artista brasiliano Josè Paulo de Moraes. La prima è una lampada da tavolo realizzata con oggetti che appartengono al mondo della cucina, quali posate e contenitori per alimenti. «Non sono presenti scarti o frammenti degli oggetti di partenza, la nostra illuminazione è stata proprio l’idea di utilizzare gli oggetti nella loro completezza per poter conferire loro una destinazione d’uso assolutamente diversa da quella originaria», spiegano gli autori. «I vari oggetti utilizzati sono tutti composti da materiali riciclabili, quali vetro e alluminio, collocando così la nostra creazione all’interno di un nuovo ciclo vitale dalle infinite future possibilità di trasformazione e riutilizzo». L’opera Appletime, invece, è realizzata con cartone e un vecchio orologio e rappresenta un’originale mela, «un frutto usato molto come simbolo nell’industria, ma soprattutto ricordato come un alimento sano e che – come dice un vecchio adagio – toglie il medico di torno», spiega de Moraes.
Ecolight, consorzio che si occupa della gestione dei RAEE, ha infine conferito un premio speciale per la migliore opera realizzata con l’utilizzo da apparecchiature elettriche ed elettroniche a Giorgia Smith. L’artista newyorkese ha presentato Electronic Fruits Lamp, una lampada fatta con tubi, bottiglie di plastica, cavi elettrici e pezzi di schede elettroniche: un lavoro che fa luce sulla stretta e delicata correlazione tra natura e rifiuti.
La mostra delle opere finaliste resterà allestita fino a sabato 29 dicembre negli spazi del complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno.
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