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Piano pensioni: a rischio i lavoratori esposti all’amianto

Lunedì 5 dicembre è previsto il Consiglio dei Ministri per stabilire le misure della cosiddetta manovra per il risanamento del bilancio pubblico e per la crescita del Paese. Grande attesa per quanto riguarda il Piano pensioni, paletto sul quale il Governo, dietro pressioni dell’Europa, conta di apporre riforme strutturali.

Domenica, a Palazzo Chigi, l’incontro con i rappresentanti delle autonomie locali e le parti sociali. L’esecutivo punta a un’approvazione lampo, essenziale, in vista del decisivo Consiglio europeo dell’8 e 9 dicembre a Bruxelles.

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha ritenuto di dover consigliare a tutti i lavoratori e a quelli esposti all’amianto in particolare, di provvedere al deposito delle domande di pensione, con accredito contributivo, presso gli enti previdenziali che gestiscono le singole posizioni, nei termini più brevi e, «comunque, prima che con un eventuale disegno legge – dicono dall’associazione – possano essere apportate delle modifiche con espropriazione di diritti acquisiti».

«Certo, desta meraviglia e sorpresa – scrive in una nota l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA -, che queste pesanti ripercussioni sulla vita di milioni di cittadini – e quelli più deboli in particolare – siano il risultato di decisioni di persone che non si sono sottoposte al vaglio democratico, senza alcuna dialettica con le forze politiche, sociali e sindacali, e senza il rispetto del criterio democratico».

Un esposto all'amianto in attesa agli uffici INPS

Tuttavia l’esecutivo «è disponibile al dialogo, in questo senso si è già espresso il presidente del Consiglio, si tratta di trovare una finestra di opportunità perché abbiamo un vincolo di tempo che dobbiamo rispettare», è quanto ha detto oggi il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ai giornalisti. Il “vincolo del tempo”, come già detto, è la data del 5 dicembre stabilita per approvare la manovra.

La presentazione della domanda – scrive l’avvocato Bonanni -, «determina l’applicabilità dell’attuale norma, per cui anche in caso di rigetto amministrativo si potrà agire successivamente in giudizio invocando le norme oggi in vigore, e dunque salvare il diritto acquisito ». Cioè, per fare un esempio, chi oggi ha 30anni di contribuzione, se con la maggiorazione dell’amianto ne dovesse ricevere altri 10 in caso di accoglimento amministrativo o in sede giudiziaria della domanda, determinerebbe anche il riconoscimento del diritto a pensione di anzianità.

I lavoratori interessati potranno chiedere i modelli (clicca qui per scaricare il modello) per adempiere al deposito, attraverso una e-mail da inoltrare a osservatorioamianto@gmail.com; per maggiori informazioni consultare il sito internet  www.osservatorioamianto.com.

Lunedì 5 dicembre, inoltre, lo ricordiamo, ad Avellino è prevista una manifestazione cittadina; a seguire una conferenza stampa dell’ONA, per risvegliare le coscienze e chiedere giustizia: centinaia di ex operai dell’Isochimica, familiari e centinaia di abitanti di Borgo Ferrovia sono stati esposti per anni alle fibre di amianto rilasciate dalla scoibentazione di tremila carrozze delle Ferrovie dello Stato. A oggi, nessuno, ancora, si è occupato di loro.

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