
Sequestrati 1200 ricci e due persone denunciate. Detenuti irregolarmente 108 tonnellate di prodotti ittici. Oltre 3 tonnellate donate alla Caritas, il resto è stato distrutto
Controlli lungo la filiera e nelle aree marine protette da parte della Guardia di Finanza, mirati a fermare gli illeciti nel settore alimentare e agroalimentare e nel Made in Italy.
Il primo intervento delle Fiamme Gialle è avvenuto nell’Area Marina Protetta – Parco Sommerso di Gaiola, nel napoletano. Le telecamere hanno rilevato un natante non autorizzato, con a bordo due persone che stavano pescando i ricci di mare. I due pescatori di frodo erano nella zona A della riserva, dove sono consentite solo le attività di ricerca scientifica. Vietata anche la navigazione e la balneazione per permettere la ripopolazione della specie e tutelare la biodiversità.
I 2 sono volti noti per praticare abitualmente e professionalmente la pesca di frodo fuori regione. Per questa ragione sono stati denunciati per i reati di danneggiamento e deturpamento ambientale. Sequestrate l’attrezzatura e la barca. I ricci, invece, sono stati tutti rigettati in mare perché ancora vivi. Nel caso fossero arrivati sul mercato, avrebbero fruttato circa 1000 euro di guadagno.
A tutela del Made in Italy, invece, la Guardia di Finanza in collaborazione con la Guardia Costiera, nel corso di alcuni controlli della filiera ittica predisposti dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, hanno scoperto uno stabilimento di produzione e trasformazione di prodotti alimentari e ittici di provenienza extraeuropea, prevalentemente surgelati, con sede nella provincia di Cagliari, all’interno del quale sono state rinvenute oltre 108 tonnellate di prodotti ittici conservati irregolarmente. Sono state riscontrare violazioni per mancanza di tracciabilità del prodotto ittico, irregolare detenzione secondo le norme sanitarie prescritte e alla non corretta applicazione delle procedure di autocontrollo, ovvero l’HACCP.
Al termine delle analisi della ASL, una parte dei prodotti sequestrati, ovvero quelli non tracciati e quindi ritenuti non idonei al consumo, sono stati distrutti, mentre la restante parte, oltre 3 tonnellate, ritenuta commestibile al termine delle analisi, è stata destinata in beneficienza e consegnata alla Caritas diocesana. Il valore commerciale del prodotto è di 110 mila euro.
Sua Eccellenza Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, presente alla donazione, ha ringraziato personalmente i militari.


