Pedalata globale per proteggere l’Artico

Messico

Sono migliaia le persone che oggi hanno preso parte alla #IceRide, la pedalata polare promossa da Greenpeace in trentadue Paesi del mondo, giunta quest’anno alla seconda edizione.  Oltre centocinquanta gli eventi globali, organizzati non solo da Greenpeace ma anche da gruppi di cittadini che spontaneamente hanno aderito. Anche a Roma, Ferrara e in altre 12 città italiane si è svolta questa importante mobilitazione per chiedere l’istituzione di un Santuario globale per proteggere l’Artico dalle trivellazioni petrolifere e dai cambiamenti climatici.

Licia Colò, Sandra Ceccarelli, Pino Quartullo e Rolando Ravello hanno partecipato alla pedalata polare di Roma, mentre a Ferrara, gli ospiti del Festival di “Internazionale” hanno partecipato alla colorata pedalata polare partita da Piazza Castello.

Roma

“L’iniziativa di oggi mostra che il futuro dell’Artico sta per fortuna a cuore a migliaia di persone – commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia -. Tutti, infatti, veniamo colpiti dallo scioglimento dei ghiacci e dall’innalzamento del livello delle acque, così come dall’intensificarsi dei fenomeni estremi per colpa dei cambiamenti climatici. Trivellare per il petrolio in un posto dove la temperatura sta aumentando più che in ogni altro luogo della Terra è totalmente insensato”.

“La nostra battaglia prosegue ora su vari fronti – continua Onufrio -. Pochi mesi fa si sono svolte iniziative di protesta contro la Shell e la norvegese Statoil che progettano di trivellare nell’Artico la prossima estate, nonostante i rischi palesi per questo fragile ecosistema. La follia delle trivelle contagia però anche il nostro Paese e il nostro governo e contro questi progetti ci batteremo nelle prossime settimane”.

Licia Colò

Oltre ai 6 milioni di persone che hanno firmato la petizione su Greenpeace Save the Artic sono già 1.200 in tutto il mondo i Premi Nobel e gli uomini di Stato che hanno firmato un documento in dieci punti, chiamato “Dichiarazione Artica”, per chiedere l’istituzione di un Santuario di protezione nella regione polare.

Intanto, si è appena conclusa in Russia, dopo un anno, l’inchiesta giudiziaria che riguardava i trente membri dell’equipaggio della nave “Arctic Sunrise” protagonista a settembre scorso di un’azione pacifica di protesta  contro una piattaforma petrolifera, costata agli “Arctic 30” due mesi di carcere. Anche dopo la loro scarcerazione, in seguito a un’amnistia, l’inchiesta era andata avanti.

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