Parte anche a Bari la campagna “Puglia Eternit Free”

Onduline di Eternit, abbandonate in una stradina di campagna

Una campagna per informare i cittadini sui rischi connessi all’esposizione all’amianto, eliminare il pericolo e avviare un percorso virtuoso a tutela della salute, è stata avviata da Legambiente Puglia, con il patrocinio dell’assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia e con la collaborazione tecnica della Teorema Spa.

Per affiancare cittadinanza ed enti nel monitoraggio di ambienti a rischio, è stato anche attivato il numero verde 800 131 026 cui rivolgersi per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito per censire l’eventuale presenza di materiali e/o manufatti contenenti amianto e verificarne lo stato di conservazione. I richiedenti saranno affiancati nella compilazione della scheda di autonotifica al fine di procedere al censimento previsto dalla legge.

Si chiama “Puglia Eternit Free”, la prima campagna regionale di informazione sul rischio amianto, mirata alla rilevazione statistica dei manufatti di amianto nelle aree urbane, industriali e agricole, così come disposto dalla legge n. 257/92 e dal Piano Regionale Amianto della Puglia.

«Nella città di Bari, in particolare – ha commentato il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini -, la parola amianto non può che richiamare alla mente la vicenda “Fibronit” per la quale sollecitiamo l’avvio della bonifica definitiva, tutt’ora ferma a causa di ricorsi amministrativi».

Pietro Petruzzelli

Alla campagna “Puglia Eternit Free”, ha aderito anche il Comune di Bari. L’Amministrazione – ci ha spiegato al telefono l’assessore all’Ambiente del Comune di Bari Pietro Petruzzelli – ha appaltato una ditta specializzata nella rimozione dei materiali contenenti cemento amianto; il contratto prevede che nel caso di rifiuti di amianto abbandonati in zone di transito altamente frequentate, in attesa della rimozione, entro 24 ore dalla segnalazione alla Polizia Municipale e da questa alla ditta, ci sia la messa in sicurezza del sito, con il confinamento dei materiali pericolosi, cioè la copertura con telo, o l’incapsulamento con vernice blu; e la successiva rimozione entro tre giorni solari, quindi incluso sabato e festivi.

Nel caso, invece, di strutture che contengono manufatti di Eternit, tettoie, canne fumarie, serbatoi d’acqua etc. da rimuovere, la ditta specializzata deve presentare un piano di lavoro alla Asl di competenza entro cinque giorni dalla segnalazione e avviare i lavori di rimozione entro otto giorni dal parere favorevole del servizio sanitario.

L’amianto raccolto ha, infine, spiegato l’assessore, sarà affidato a ditte specializzate nello smaltimento.

«Il Comune di Bari ha aderito con convinzione alla campagna di Legambiente – ha detto Petruzzelli -: la nostra è una città che, purtroppo, conosce fin troppo bene i rischi legati alla presenza d’amianto e che continua a pagare un prezzo altissimo, in termini di vite umane, per aver avuto sul proprio territorio una fabbrica che per trent’anni ha prodotto manufatti in cemento amianto».

Se sul disastro Fibronit l’attenzione continua a essere alta «è giusto far crescere la consapevolezza dei cittadini sulla necessità della corretta gestione dei manufatti contenenti amianto – conclude l’assessore Petruzzelli -, che purtroppo tanti incoscienti continuano a disperdere nelle aree urbane e agricole della città, mettendo a rischio la propria salute e quella altrui».

Alla campagna regionale di Legambiente Puglia hanno già aderito sessantaquattro Comuni pugliesi, di cui venti della provincia di Bari.

 

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