Palermo, gestione dell’acqua di nuovo in mano pubblica

Dopo lo straordinario successo del referendum del 2011 per l’Acqua bene comune e il fallimento delle gestioni privatizzate, il Comune di Palermo intraprende la strada della ripubblicizzazione del sistema idrico territoriale.

Il prossimo 31 marzo scadrà la gestione commissariale dell’ATO1 (Ambito Territoriale Ottimale) Palermo, resasi necessaria dopo il fallimento della APS – Acque Potabili Siciliane. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha accolto la richiesta del Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni di trasformare l’ente gestore del servizio idrico AMAP da Spa (dunque ente di diritto privato) in un’Azienda Speciale (ente di diritto pubblico) che consentirà di salvaguardare la risorsa idrica dagli interessi speculativi della finanza, mantenendone la gestione in mano pubblica.

Di fronte alla cittadinanza, il sindaco del capoluogo siciliano ha formalizzato tre impegni: sostenere il disegno di legge di ripubblicizzazione delle acque promosso per iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali (attualmente in discussione presso la Commissione Ambiente e Territorio in Assemblea Regionale); aderire al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e modificare lo statuto per definire l’acqua come bene comune e diritto umano universale la cui gestione, pubblica e partecipativa, persegue gli interessi generali della comunità di riferimento.

L’auspicio è che anche la Regione Siciliana possa presto attuare una riforma organica del settore, in grado di coniugare il soddisfacimento di un bisogno primario nella forma pubblica e partecipativa, con la lotta al dissesto idrogeologico ed uno sviluppo economico compatibile con le ragioni della difesa dell’ambiente.

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