«Quando la scimmia vede l’uccello volare, si solleva sulle zampe e saltella tentando il volo e poiché non vi riesce, subito si arrabbia». La santa e mistica benedettina tedesca Hildegarde di Bingen già nel 1150 riassumeva così in queste righe la frustrazione primordiale dell’uomo di non poter volare. Cantato da poeti, studiato da scienziati, rappresentato da artisti e narrato da drammaturghi, il voloresta uno dei misteri più affascinanti e misteriosi di tutti i tempi. Metafora del viaggio, della vita e del desiderio umano di andare oltre i confini, le barriere e i limiti imposti all’uomo dalla natura, il volo è una caratteristica che trasforma gli uccelli in simboli di un’esistenza tutta da osservare e imitare. A quanto pare però, volare non è soltanto l’unico motivo che rende gli uccelli oggetto di studi e osservazioni.
E se parte dell’esperienza del volo ci viene regalata dalla tecnologia, dal mondo naturale e dalla mente geniale di Jayson Fann arriva un’idea originale, innovativa, eco-sostenibile e a impatto ambientale zero che permette di provare come ci si sente a dormire come gli uccelli. Un’esperienza imperdibile e incredibile che non si addice soltanto ed esclusivamente a romantici e sognatori. Addormentarsi in un nido richiede spirito di avventura, di adattamento e amore per la natura.
A partire dai rami – Stanchi dei soliti materassi, dei comuni letti e delle stanze da letto moderne-ma-non-troppo-perché-mi-piace-uno-stile-contemporaneo? L’artista canadese propone il nido per esseri umani realizzato con i rami dei boschi locali per vivere una full immersionnell’avventuroso mondo dei volatili. Realizzarlo richiede pazienza e, soprattutto, una grandissima conoscenza degli alberi. Per costruire un nido ben fatto è necessario scegliere con molta cura i rami e tagliarli in modo che l’albero non subisca danni. Jayson Fann consiglia di partire dai rami più maturi che si trovano in cima all’albero. Sono più forti e hanno già una forma a spirale – data dal vento e dal tempo – che consente di procedere in maniera del tutto naturale alla realizzazione del nido.
A questo punto bisogna eliminare le foglie dei rami utilizzando un machete; scegliere un luogo umido per evitare incendi e disporre i rami in base alle dimensioni in modo da assemblarli come fossero dei pezzi di puzzle. Una volta raggiunta la dimensione desiderata, è necessario appoggiare la struttura su una base solida; aggiungere un materasso e una scala che ne permetta l’accesso.
Tutto a posto? Non proprio…-Unico problema: il nido non è a prova di acqua e in caso di pioggia, non lamentarsi per non aver scelto la comodissima e comune stanza da letto. Un esempio di nido per esseri umani è stato realizzato a Treebones utilizzando rami di eucalipto per una struttura che può ospitare circa 8 persone. Per i meno operativi l’artista e designer eco-friendly mette a disposizione strutture già pronte al costo che può oscillare dai 4.000 ai 20.000 euro. Che dite, meglio iniziare a tagliare i rami?


