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Naufragio Costa, ambiente marino a rischio

Isola del Giglio, mar Tirreno, a due… remate dal promontorio dell’Argentario. Una delle più belle oasi sottomarine del Mediterraneo, ancora genuina e incontaminata, mare cristallino color smeraldo fondali ricchi e pescosi. Il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, però, rischia gravi danni ambientali a causa del naufragio della Costa Concordia. La grande nave da crociera, fuori dalla sua rotta di circa quattro miglia marine, è finita sugli scogli rovesciandosi su un fianco. Protezione civile nazionale e ministero dell’Ambiente si sono già attivati per affrontare i rischi di inquinamento, a causa dell’eventuale sversamento del carburante.

Tre i mezzi antinquinamento già sul posto attrezzati per svuotare i serbatoi. L’operazione si preannuncia complessa proprio per le stesse conseguenze dello svuotamento che potrebbe modificare gli assetti e gli equilibri della nave.

«Vorrei esprimere il mio immenso dolore per questa terribile tragedia che ci ha scosso profondamente – ha dichiarato Gianni Onorato Direttore Generale di Costa Crociere – come potrete comprendere, sono rimasto dall’alba fino ad ora sull’isola del Giglio per essere vicino alle operazioni di soccorso. Vorrei innanzitutto ringraziare tutte le autorità, le forze dell’ordine e i volontari che si sono prodigati nel soccorrere e assistere i nostri Ospiti coinvolti in questo terribile incidente. Dal primo momento la Compagnia ha mobilitato tutte le sue risorse di bordo e di terra mettendo in atto tutti gli sforzi per assistere i nostri Ospiti e membri dell’equipaggio in questa situazione e prevenire possibili conseguenze ambientali».

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