
Tra allerta, evacuazioni, inondazioni, frane e sfollamenti, alla prima ondata di maltempo torna l’incubo “alluvione” in Emilia Romagna, che ancora si sta leccando le ferite avute un anno fa
Ci risiamo. Ogni volta che piove in maniera abbastanza copiosa (purtroppo dicono che dovremo abituarci a questi fenomeni di troppo secco o troppo bagnato) la Romagna paga uno scotto molto alto e rivive l’incubo alluvione. Le notizie che arrivano assomigliano ad un triste bollettino di “guerra”.
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Nel primo dei tre giorni annunciati come critici per le piogge portate dal ciclone “Boris”, nel cesenate si è cominciato a Cesenatico ad avere le prime situazione critiche a causa della pioggia incessante.
“Solo nella giornata di oggi abbiamo già superato i 57mm di pioggia caduta solo nel comune di Cesenatico. Nei prossimi due giorni ne sono previsti tra i 70mm e i 120mm con 36 ore di vento e mare mosso” fa sapere il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli, intervenuto per raccomandare la massima cautela.
Le porte Vinciane del porto di Cesenatico sono state chiuse nel primo pomeriggio di martedì, dopo che l’ultimo peschereccio era entrato in porto e non riapriranno fino alle 18 di giovedì, sempre che le condizioni del mare tornino navigabili. L’allerta era in generale alta soprattutto in prospettiva dei peggioramenti meteo che la Protezione Civile aveva diramato, ma già nel pomeriggio di martedì il vento forte da nord est ha fatto crollare le temperature e con causato ingressioni marine. Ovunque in Riviera le spiagge sono state allagate, in parte in seguito al fenomeno delle ingressioni marine provocate dal vento e dall’alta marea: in alcuni tratti di Rimini e Cesenatico le mareggiate hanno raggiunto anche le strade adiacenti agli arenili.
La situazione in queste ore nelle province romagnole, aspettando che la tempesta passi
La prima ad essere colpita è stata la zona di Valverde di Cesenatico, dove nel pomeriggio di martedì l’acqua del mare ha allagato il lungomare di viale Carducci. A peggiorare la situazione il fatto che manca ancora la duna di sabbia protettiva, che di solito a fine settembre viene costruita per riparare l’entroterra e gli stabilimenti balneari e così si è cercato di fare in tutta fretta almeno per tamponare le zone più critiche dove la spiaggia è più corta e dove ci sono condomini che affacciano direttamente sull’arenile. Danni soprattutto agli stabilimenti ce ne sono stati, lettini e ombrelloni erano ancora distesi, così pure pedalò e bar che erano ancora aperti per i turisti rimasti ma, per fortuna, nulla di irreparabile.

Da ieri le scuole sono chiuse nelle quattro province emiliano-romagnole interessate dall’allerta rossa: Bologna, Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna. “Quello che stiamo cercando di mettere in atto sono i comportamenti migliori per la nostra popolazione: evitare tutti gli spostamenti in questo momento riteniamo che sia la cosa migliore” – ha detto la presidente facente funzione della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo che aggiunge – Ricordo che l’anno scorso abbiamo avuto 45mila sfollati, quindi non è bello fare paragoni, perché la situazione è drammatica, i nostri cittadini stanno vivendo nuovamente una situazione di difficoltà ma abbiamo almeno 500 volontari attivati, i presidi dei vigili del Fuoco operativi e quindi stiamo facendo passare con questa allerta la situazione”.
In diversi altri comuni come Lugo, e del Forlivese i corsi d’acqua sono vicini al livello di tracimazione, minacciando i centri abitati.
La situazione più critica a Faenza, dove nel corso della notte i fiumi Marzeno e Lamone sono usciti dagli argini a monte della città “Per quanto riguarda il Lamone – ha osservato il sindaco di Faenza, Massimo Isola – “abbiamo avuto due fenomeni di esondazione nella campagna tra Faenza e Ravenna in località Salvino e Pieve Cesato. Quello che invece non siamo riusciti a gestire neanche questa volta – ha aggiunto – è il fiume Marzeno, fiume di carattere torrentizio che scende da Modigliana estremamente aggressivo con una potenza ancora più forte che è esondato sul lato destro e ha coinvolto il quartiere di Via Cimatti che abbiamo chiamato la zona rossa fin dalla prima alluvione“. Il Comune di Ravenna, nella notte, ha firmato un’ordinanza nella quale si invita la popolazione le cui abitazioni si trovano alla destra e alla sinistra di questi fiumi a recarsi ai piani alti. “Chi non ha questa possibilità – spiega l’Amministrazione comunale – può andare al Pala De Andrè di Ravenna, aperto come punto di accoglienza”.
Nelle scorse ore della notte la situazione è risultata più grave nelle zone di confine con i comuni di Russi, Bagnacavallo e Forlì.
Situazione complicata anche a Modigliana, in provincia di Forlì-Cesena, dove nella serata di mercoledì è letteralmente “esploso” il fiume Marzeno. Nel piccolo comune appenninico, già devastato da numerose frane nel maggio 2023, l’acqua ha invaso le strade, in particolare nel quartiere Borgo, che ha rivissuto l’incubo dell’alluvione non ancora passata (e sicuramente nemmeno risarcita).
L’ondata di piena ha reso necessaria l’evacuazione di molte famiglie: la prefettura di Ravenna ha comunicato che circa 800 persone sono state evacuate in provincia, quasi 200 persone sono state sfollate nel bolognese, 120 delle quali a Budrio, secondo quanto reso noto dalla Città metropolitana di Bologna.
Il racconto di chi sta vivendo in diretta la situazione, di chi l’ha vissuta anche un anno fa e non vuole rassegnarsi
“E’ una specie di alluvione come è accaduto lo scorso anno a maggio” scrive Laura, che risiede nel comune di Forlì, su Facebook: “la zona che guarda verso Faenza è molto a rischio, ha piovuto tutta la notte pesantemente, la salvezza, dicono, è che non sta piovendo sull’appennino, almeno per il momento e quindi non è arrivata una piena così straripante. Spero che non salga molto il livello del fiume che abbiamo vicino a casa, sarebbe la terza volta nel giro di un anno. So che il mare è in burrasca e non accetta l’acqua che viene dalle piogge, l’acqua delle strade rimane, le cantine sono allagate, i paesini che vanno verso Cesenatico sono tutti allagati”.
“A ‘sto giro i danni maggiori sono psicologici. 3 alluvioni in un anno e mezzo è troppo per vedere un futuro tranquillo. Dispiace constatare che il nostro territorio sia così debole. Non si può vivere così” – scrive un utente sulla pagina Facebook di Emilia Romagna Meteo.

La circolazione ferroviaria è sospesa dalla nottata tra Forlì e Faenza, tra Ravenna e Castelbolognese, tra Ravenna e Ferrara, e tra Ravenna e Faenza per condizioni meteo critiche che stanno provocando il rischio di esondazione di un fiume. Ne dà notizia Trenitalia. Ci sono sette Alta Velocità e Intercity cancellati, 11 con limitazioni, cinque Intercity notte instradati su percorsi alternativi.
Si guarda come sempre il cielo, grigissimo anche oggi, sperando che le previsioni che danno un venerdì senza piogge siano attendibili.
Ci si continua anche a chiedere come mai deve accadere tutto questo, perché non sia possibile prendere provvedimenti per limitare danni e disagi, talvolta terribili.
Probabilmente non è così semplice sanare ferite e danni che l’uomo ha fatto nel corso di decenni, con un uso spropositato del cemento, ignorando la natura e non piantando alberi. La speranza è quella che si possa capire, imparare e cambiare.
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