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Le imprese si mettono “in rete”, anche per andare all’estero

La condivisione di servizi ed intelligenze tra imprese è certamente una esperienza innovativa nel panorama. E’ la proposta di RinnovaNet,una rete composta da 11 imprese nata in Puglia per promuovere la cultura delle energie rinnovabili, individuare opportunità commerciali e sostenere il processo di crescita e consolidamento delle imprese che ne fanno parte. Le peculiarità di questa realtà sono state illustrate dal presidente, Nicola Catalano.

Il presidente di Rinnovanet Nicola Catalano

Perché è nata questa nuova esperienza?
«L’opportunità è nata dalla nuova possibilità di procedere ad un’aggregazione d’imprese che non fosse il classico strumento dei consorzi. I consorzi, un po’ come le associazioni temporanee d’imprese, hanno una logica di filiera e sono sempre a valle di una specifica attività ed iniziativa. Nelle energie rinnovabili si assiste alla contrapposizione tra fornitori di notevoli dimensioni, in quanto si tratta di holding che riescono a gestire il mercato con una grande forza ed aggressività, e medie e piccole imprese che operano con tutte le difficoltà di accesso al credito. Le reti d’imprese, invece, partono con uno spirito diverso, quello di cui oggi il mercato ha più bisogno, ovvero la capacità di condividere e mettere a sistema una serie di servizi ed intelligenze che le singole imprese hanno al loro interno per poter condividere percorsi di crescita ed essere forti sul mercato».
 

Quali sono, quindi, i vostri destinatari?
«Ci rivolgiamo un po’ a tutto il settore delle rinnovabili, dai piccoli ai grandi impianti, mettendo a sistema tutte le capacità che ci sono all’interno delle singole imprese. Ci concentriamo anche sui mercati esteri che oggi sono di notevole interesse soprattutto per le imprese italiane. La Grecia sta cercando di uscire dalla crisi puntando molto sul fotovoltaico. Ci sono paesi, anche del Corridoio VIII, che considerano questa opportunità di sviluppo».

Chi può far parte di questa “rete”?
«Un aspetto molto importante è che possono far parte di questa rete anche società d’ingegneria e servizi. Oggi l’evoluzione naturale dei servizi è strutturarsi in un management che sappia fare impresa. I professionisti dovrebbero puntare ad essere promotori d’iniziative».

Il tessuto imprenditoriale pugliese è capace di fare questa esperienza?
«E’ una bella sfida perché la cultura soprattutto nelle regioni meridionali non ha visto di buon occhio l’aggregazione, come invece è accaduto nelle regioni del centro-nord. Le cooperative dell’Emilia Romagna ne sono un classico esempio. Oggi forse si potrà concretizzare qualcosa d’importante perché legati ad una necessità: contrastare la crisi. Fare squadra significa poter creare task force comuni che possono monitorare possibilità d’investimento sia sul mercato nazionale, sia su quello estero».

Come pensate di penetrare sul mercato estero?
«Stiamo costituendo una task force che monitorerà tutte le forme di finanziamento ed iniziative che possono partire dal mercato comunitario ma anche con partnership internazionali».

Impianto fotovoltaico

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