Il futuro sostenibile si realizza nelle città: non ha senso costruire case ecologiche, a consumi quasi zero, se il quartiere, la città, l’ambiente circostante rimangono inquinati, trafficati e cementificati. Vivere in una smart city significa investire nel capitale umano e sociale e quindi rendere la gestione delle risorse saggia e partecipata.
Andrea Poggio, vice direttore generale di Legambiente, ha raccontato in un libro Le città sostenibili (Bruno Mondadori). Protagonisti della pubblicazione, gli ecoquartieri. Un esempio è quello di Amburgo, capitale verde europea 2011: là dove una volta c’erano gli impianti industriali del porto, si trovano anche abitazioni costruite in regime di housing sociale. Analogo l’impegno per i primi ecoquartieri sorti in Europa: ad Amsterdam, Vienna, Bolzano e Friburgo.
Poi ci sono le città impegnate nella tutela del verde comunale. In Italia ci sono gli esempi di Lucca, Monza e Sondrio con più di 40 metri quadrati per abitante; Pisa, seguita da Cagliari e Mantova, ha saputo preservare il 71% della superficie comunale con parchi e riserve naturali. Queste città si concentrano nel loro centro e non si disperdono in un’infinita estensione di villette e capannoni a danno del verde (sprawl urbano).
Infine, ci sono le città impegnate nella rivoluzione energetica. In Italia sono ben 2068 i comuni che producono più elettricità rinnovabile di quanta ne consumino e 23 quelli totalmente rinnovabili, capaci cioè di autogenerare tutta l’elettricità, il calore e i combustibili che consumano.
Le Città Sostenibili racconta questa nuova ecologia che si intreccia con il percorso di Legambiente. L’associazione ambientalista sottolinea la necessità di un’agenda ambientale per un Paese più bello e felice. La proposta di legge sulla bellezza presentata all’inizio dell’anno suggerisce, a tal proposito, cinque punti da realizzare nel volgere dei prossimi mesi.


